NEPI
NEPI
Due insediamenti vicini alla città, il Pizzo e Torre Stroppa, sono fiorenti fino all’età del bronzo finale (XI secolo a.C.). Dopo un periodo di spopolamento, nel corso del quale i gruppi residenti contribuirono a formare la grande città di Veio e Poggio Sommavilla, durato circa un secolo, le tracce archeologiche indicano un inizio dell’occupazione dello sperone tufaceo di Nepi a partire dal secolo VIII a.C.
L'Italia antica nell'età del ferro: i Latino-falisci e affini
sono evidenziati in grigio.
Da questo momento e fino alla conquista romana il centro urbano di Nepi fu parte integrante del territorio narcense e le sue produzioni artigianali mostrano affinità con quelle della vicina Falerii (attuale Civita Castellana, i cui abitanti erano appunto i Falisci).
La prima notizia documentata è quella riportata da T. Livio, in cui si evince che nel 383 a.C. Nepi è alleata con Roma. L'epoca è quella in cui la nascente potenza romana sta via via conquistando le zone di influenza etrusca e falisca.
proprio per l'importanza strategica di questi due antichi insediamenti.
Passò in un primo momento ai prefetti di Vico e successivamente venne concessa agli Orsini, ai Colonna. Rodrigo Borgia, all'indomani della sua elezione a papa col nome di Alessandro VI
la cedette al cardinale Ascanio Sforza,
PALAZZO COMUALE
Nel 1537 il Ducato di Nepi venne ceduto da papa Paolo III Farnese a suo figlio Pierluigi,
insieme con altri territori a formare il Ducato di Castro. Nel decennio di dominio di questa potente famiglia ( 1537 - 1545 ) per Nepi si avviarono importanti ed imponenti opere urbanistiche
ed architettoniche. Sembra che alcune vecchie costruzioni fossero demolite
per fare spazio a nuovi edifici.
i cui primi disegni furono di Jacopo Barozzi da Vignola.
Raffigura lo stemma della città di Nepi: la torre con il serpente che si attorciglia ai suoi piedi
Acquedotto
Cascate della "Caduta del Picchio"
Cascate
IL DUOMO DI NEPI
o basilica concattedrale di Santa Maria Assunta e Sant’Anastasia. Costruito presumibilmente su uno spazio di culto dedicato al tempio romano di Giove, come dai reperti murati nel portico risalenti al II-II secolo. Un papiro del 557, noto come papiro ravennate di Nepi, conferma la fede cristiana nel luogo.
Re Alboino (dalle Cronache di Norimberga)
Nel 568 durante le guerre tra Longobardi e Bizantini viene distrutto dal Re Alboino, re dei longobardi. Nel IX secolo è di nuovo funzionante. Ingrandito e abbellito nell’XI e XII secolo, viene aggiunta la splendida cripta.
Consacrato nel 1266 dal vescovo Lorenzo, come testimonia un’epigrafe murata all’interno della chiesa,
diviene parrocchia al posto di quella di San Vito intorno al 1500,
corpo quadrangolare scantonato e rastremato verso la colonna con doppio rincasso sulle facce
La cripta della cattedrale fa parte di una serie di cripte con andamento mosso da absidiole semicircolari come San Francesco di Vetralla, la Cattedrale di Bieda, San Vincenzo di Norchia. Per quanto concerne i capitelli è evidente l'influenza di decoratori lombardi, mediati attraverso Corneto Tarquinia e di qui passata verosimilmente a Sutri e ad Acquapendente;
capitello (seconda metà sec.XII)
su un collarino circolare si impostano quattro foglie di acanto nervate e frastagliate; al centro di ogni faccia, in alto, una rosetta
Chiesa di San Tolomeo, con l'attiguo
monastero dei padri "Servi di Maria"
monastero dei padri "Servi di Maria"
Cupola
Chiesa di San Biagio
La chiesa di San Biagio è menzionata per la prima volta in un documento risalente all’anno 950, quando l’edificio era parte di un complesso benedettino, occupato da monache di clausura,
San Biagio - XV sec. - Cupola
Madonna delle Grazie
Madonna delle Grazie
MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO
Ubicato entro i confini del Palazzo Comunale, il Museo Civico di Nepi è un maestoso edificio risalente al Rinascimento, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane.
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