PROCENO
PROCENO
Di origine etrusca, come testimoniano i sepolcreti scoperti nelle vicinanze dell'abitato, vuole la tradizione che sia stato fondato da Porsenna nel secolo VI a.C.
Nell'alto Medioevo fece parte del Marchesato di Toscana (secolo X) e fu ereditato dalla Chiesa dopo la morte di Matilde di Canossa nel 1115.
Assoggettato al Comune di Siena alla fine del secolo XIV, appartenne poi agli Sforza e ai Cecchini, cui appartiene tuttora il monumentale Castello, edificato nel XII secolo.
Il frammento di balaustrata in travertino presenta una cornice smussata a forma di croce,
basamento decorato a motivi geometrici. Il prospetto si imposta su quattro colonnine con capitelli corinzi intervallate da piccole nicchie, tra le quali, in quella centrale, vi é raffigurato il pesce -simbolo cristologico- con crocetta apicale. Il tempietto é sormontato
dipinto di Guido Reni (sec. XVIII)
Il quadro é una copia settecentesca di non elevato livello del celebre dipinto di Guido Reni
Su base triangolare con fusto decorato a foglie sovrapposte, il fonte a forma circolare é suddiviso in aperture rettangolari con cornici, separate da lesene con capitelli compositi, sovrastate da piccole conchiglie. La copertura a cupolina é sormontata dall'agnello Redentore
un articolato sistema di fortificazioni creato nel XII secolo a scopo di difesa. È una torre a pianta quadrata che si erge sulla parte sommitale dell’antico borgo di Proceno, dominando l’intera vallata e il territorio circostante.
Le sue possenti mura sorgono su uno sperone di roccia vulcanica, visibile in alcuni tratti, che scende a scarpata per diversi metri. Dalla merlatura sommitale, il visitatore gode di una vista a 360 gradi. Tipico esempio di fortezza dell’Alto Medioevo – difficilmente visibile altrove – pur non avendo un aspetto di grandiosa imponenza, il Castello di Proceno ha dimostrato più volte la sua efficienza difensiva.
Che la Rocca fosse difficilmente espugnabile fu provato ad esempio dalla strenua resistenza con cui si oppose alle truppe pontificie di Papa Eugenio IV (1431-1447) che, formidabili di numero e di armamenti, riuscirono ad aver ragione di Proceno solo dopo un lunghissimo assedio.
il pontefice Paolo III.
Dopo vari incarichi per conto della Curia Romana, nel 1555 fu arrestato per un breve periodo
Di forma quadrangolare con angoli smussati, il pozzo é composto da tre facce decorate con semplici specchiature modanate, racchiuse in alto e in basso da due cornici analogamente trattate; sul lato più lungo é scolpito lo stemma con le armi degli Sforza dei Santafiora inquartate con quelle dei Farnese, sormontate dalle insegne cardinalizie
Il fregio presenta una decorazione pittorica con paesaggi, elementi vegetali e floreali
Il camino é composto da un'architrave modanata sostenuta da due pilastrini, che nella parte inferiore richiamano una zampa leonina, nella centrale sono scanalate e si inarcano verso l'esterno nella parte superiore, dove poggia una terminazione convessa con un trattamento superficiale a squame. Lateralmente un rilievo molto piano riproduce da ambo le parti il profilo stesso del camino
La sala in cui si trova il acmino era in origine decorata con affreschi, oggi perduti, celebranti la battaglia di Lepanto, a cui Poalo Sforza partecipò alla testa di duemila procenesi.


















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