MUSEUM OF FINE ARTS - BOSTON



 Il Museum of Fine Arts di Boston, nel Massachusetts, è uno dei più grandi musei
degli Stati Uniti d'America. Possiede più di 450.000 opere d'arte che fanno di questa collezione una delle più complete del continente americano. 

Il museo fu fondato nel 1870 ma occupò la sede attuale a partire dal 1909.


Statua di sfinge in nenfro - Età Arcaica 580-480 aC
priva di parte degli arti posteriori e delle zampe anteriori. Dal busto, prominente e arrotondato, si dipartono le ampie ali arricciate, con piumaggio reso mediante profonde scanalature che caratterizzano 
anche la pelliccia sulle cosce. L’acconciatura a “gradini” ricade simmetrica ai lati del viso mentre, 
sulla parte alta del capo, è composta da spesse ciocche verticali. La parte superstite del viso, 
ampio e piatto, è caratterizzato da grandi occhi a mandorla
Statua di pantera in nenfro - Età Arcaica 580-480 aC
scolpita in un unico pezzo e mancante della parte inferiore e della base. Il felino è rappresentato in posizione accovacciata, con la testa rivolta da un lato, secondo uno schema comune ad altre sculture di analogo soggetto, e con la coda arricciata sopra la coscia destra. La testa, scolpita aderente al collo, è caratterizzata da grandi occhi a mandorla, leggermente obliqui, che sottolineano il grosso naso dal profilo squadrato con superficie animata da solcature orizzontali. Le ampie orecchie circolari aderiscono al cranio arrotondato. La statua di pantera rientra in un gruppo di sculture di felini di produzione vulcente che dovevano essere poste in coppia, in posizione speculare, a guardia del sepolcro.

c.s.
scolpita in un unico pezzo e mancante di una parte della base e delle zampe posteriori. Il felino è rappresentato in posizione accovacciata con la testa rivolta da un lato, secondo uno schema comune ad altre sculture di analogo soggetto. La coda doveva essere arricciata sopra la coscia destra come suggerisce il confronto con una statua simile, in posizione speculare, conservata nello stesso museo. La testa, scolpita aderente al lungo collo, è caratterizzata da grandi occhi allungati circondati da spesse palpebre che sottolineano il naso e le guance arrotondate. Le orecchie triangolari sono inserite all’interno di due volute che si incontrano al centro della fronte.
c.s.
scolpita in un unico pezzo. Il felino è rappresentato in posizione accovacciata con la testa rivolta da un lato, secondo uno schema comune ad altre sculture di analogo soggetto. La coda è arricciata sopra la coscia sinistra e i possenti arti sono resi mediante ampi piani lisci dai margini arrotondati. La testa, scolpita aderente al lungo collo, è caratterizzata da grandi occhi allungati circondati da spesse palpebre che sottolineano il naso e le guance arrotondate. Le orecchie, piccole e triangolari, sono inserite all’interno di due volute che si incontrano al centro della fronte
Statua di leone in nenfro - Età Arcaica 580-480 aC
mancante della parte inferiore del corpo e delle ampie ali arricciate in corrispondenza della schiena. La testa compatta è caratterizzata dalla bocca spalancata che lascia scoperti i possenti denti rettangolari dai quali fuoriesce la lingua pendente, con tracce di colore rosso, che arriva fino al petto. I grandi occhi arrotondati si saldano al naso che doveva essere costituito da grandi narici dilatate e solcato da profonde pieghe. Dalla criniera uniforme si distaccano grandi orecchie triangolari con estremità arricciate. La scultura doveva riproporre, nel suo insieme, la figura di un leone alato, ruggente e seduto con gli arti posteriori su una base rettangolare. Le zampe anteriori dovevano essere tese al di sotto del petto prominente e caratterizzate da profonde solcature verticali,

Statua di ippocampo in nenfro - Età Arcaica 580-480 aC
scolpita in un solo pezzo con plinto di base, mancante di parte della testa, delle zampe rampanti anteriori, di cui rimangono le appendici alate, e della parte terminale della coda bifida. Il mostro marino, dal corpo sinuoso caratterizzato da un morbido modellato, ha una doppia criniera a cresta eretta, una mandibola sporgente e arrotondata e il collo increspato da pieghe cutanee. Sulla parte sommitale della coda pesciforme rimangono tracce della pinna dorsale.

Sarcofago degli sposi Arnth Tetnies e Ramtha Visnai - Età Classica 480-320 aC

realizzato in peperino con coperchio conformato a letto funebre, provvisto di frontoncini decorati da antefisse a testa femminile, con coppia di defunti distesi e abbracciati.
Arnth Tetnies e la moglie Ramtha Visnai, sono avvolti da un lenzuolo che lascia scoperta la parte superiore del corpo e i piedi.Ramtha Visnai indossa una leggera tunica e una parure di gioielli composta da una corona di doppio filo intrecciato, orecchini cuoriformi e un bracciale a spirale.

Sul lato lungo del sarcofago, in corrispondenza del defunto, si sviluppa la rappresentazione della cerimonia nuziale dei defunti, scolpiti al centro del fregio e accompagnati dai rispettivi cortei, o del loro ricongiungimento nell’aldilà.

Al di sopra del fregio figurato, inciso a grandi lettere sul margine del coperchio, corre (da destra a sinistra) l’iscrizione etrusca che ricorda i nomi e la relazione dei coniugi defunti:  “ramθa : viśnai[ :] arnθeal : tetn[i]es : puia” (Ramtha Visnai moglie di Arnth Tetnies) [CIE 5312-14].

Il lato opposto della cassa, in corrispondenza della defunta, è privo di decorazione e doveva essere il lato del sarcofago, non visibile, adiacente ad una delle pareti della camera funeraria.

I lati corti della sarcofago sono invece decorati con scene di partenza verso l’aldilà: in corrispondenza della testa dei defunti un uomo barbato con tunica è rappresentato nell’atto si salire su una biga trainata da una coppia di cavalli, accompagnato da un giovane con un lituo; in corrispondenza dei piedi della coppia due donne siedono su un calesse guidato da una figura maschile canuta e accompagnate da un genio femminile con ali spiegate (Vanth). La datazione del sarcofago di Arnth Tetnies e di Ramtha Visnai è generalmente fissata al 370-360 a.C., circa trent’anni prima la deposizione del sarcofago del figlio Larth Tetnies e di sua moglie Thanchvil Tarnai.

All’interno dello stesso sepolcro (probabilmente nelle vicinanze della tomba detta dei Tetnie o dei “due ingressi”) furono dunque sepolti due generazioni appartenenti alla gens dei Tetnie, conosciuta e influente famiglia aristocratica di Vulci.


Sarcofago di Larth Tetnies e Thanchvil Tarnai - Età ellenistica 320-27 aC 
Sarcofago bisomo in travertino con coperchio conformato a letto funebre, provvisto di frontoncini decorati da acroteri arrotondati, con coppia di defunti distesi e abbracciati. Larth Tetnies e Thanchvil Tarnai, rappresentati nudi e coperti fino alla vita da un lenzuolo, indossano rispettivamente un bracciale composto da fili ritorti e un orecchino a bauletto. Sul lato lungo del sarcofago, in corrispondenza del defunto, si sviluppa un fregio con quattro coppie composte da un guerriero e un’amazzone (amazzonomachia). Sul lato opposto della cassa, in corrispondenza della defunta, sono raffigurati un guerriero centrale, con spada sguainata, e due coppie di cavalieri e fanti in combattimento. I lati corti della sarcofago sono invece decorati con scene di combattimento tra animali (tierkampf): in corrispondenza della testa dei defunti, due leoni assaltano un toro mentre, ai piedi dei coniugi, due grifoni aggrediscono un cavallo. Su tre lati della cassa, al di sopra dei fregi figurati, corre una modanatura composta da perline lenticolari e ovoidali alternate. Il fregio del lato lungo, in corrispondenza della defunta, è invece sormontato da una semplice modanatura arrotondata suggerendo che fosse questo il lato del sarcofago, non visibile, adiacente ad una delle pareti della camera funeraria. Il sarcofago di Larth Tetnies e della moglie Thanchvil Tarnai fu deposto all’interno del sepolcro dei genitori Arnth Tetnies e Ramtha Visnai
 La stretta relazione parentale è ricordata nella lunga iscrizione etrusca che corre su due righe (da destra verso sinistra) sul margine corto del coperchio, in corrispondenza di piedi della coppia:
tanchvil tarnai an farthnache marces tarnes ramthesc chaireals: larth tetnies an farthnache arntheals tetnis ram(th)ecs visnaials” 
(Thanchvil Tarnai nata da Marce Tarnas e Ramtha Chaire: Larth Tetnies nato da Arnth Tetnies
e Ramtha Visnai
).


Coppa su alto piede etrusco-corinzia del Gruppo a Maschera Umana - Età Orientalizzante 720-580 aC
Coppetta su piede modanato con vasca emisferica ed orlo rientrante. La vasca è decorata con una serie di volatili, con ali in colore rosso e piumaggio reso mediante linea incisa, rivolti verso destra e intervallati da rosette a macchia con partizioni cruciformi graffite. Questo tipo di coppetta su alto piede, diffusa anche nella redazione in bucchero o in ceramica depurata acroma, rientra in una variante stilistica tarda della produzione figurata etrusco-corinzia denominata “Gruppo a Maschera Umana”, composto da un nutrito gruppo di vasi caratterizzati da un repertorio figurativo che si limita alla ripetizione di uccelli di profilo con dettagli anatomici e del piumaggio incisi corsivamente.
Kilix etrusco-corinzia del Gruppo delle Palmette Fenicie - Età Orientalizzante 720-580 aC
 labbro svasato, vasca emisferica, anse orizzontali impostate sulla massima espansione della vasca e piede a tromba. Il labbro, decorata da un’ampia fascia rosso-bruna, è decorato nella parte interna con una serie di rosette rese a puntini bianchi. La vasca è ornata da una fascia risparmiata campita da gruppi di linee verticali e da una catena di palmette collegate da fascette con tre petali contrapposti. La kylix rientra nel “Gruppo delle Palmette Fenicie” al quale appartengono numerosi vasi di produzione vulcente (perlopiù olpai e kylikes), caratterizzati da una decorazione vegetale composta da una catena di palmette, che si ispira alle decorazioni tessili di matrice orientale, eseguita nella tecnica policroma.

Olpe etrusco-corinnzia della cerchia del Pittore della Hercle - Età Orientalizzante 720-580 aC
ampio labbro svasato, collo cilindrico distinto da un breve collarino decorato a puntini, corpo ovoide e piccolo piede a disco. L’ansa verticale si imposta direttamente sull’orlo con due rotelle laterali decorate con rosetta. Sul corpo la decorazione è distribuita su quattro registri sovrapposti, separati da fasce parallele brune, rosse e bianche, con teorie di animali: cigni, pantere, leone, cervi pascenti e cinghiali, tutti rivolti verso destra. Tra le figure animali sono inserite, come riempitivo, numerose rosette circolari alcune delle quali con partizioni graffite a croce. La parte inferiore del vaso è decorata da una catena di denti di lupo.
Pisside corinzia - 
Età Orientalizzante 720-580 aC
produzione corinzia con coperchio piano con margine scanalato e piccolo piede arrotondato. Il corpo e il coperchio sono decorati con fasce rosso-brune campite da gruppi di quattro linee tremule verticali. Questo tipo di pissidi, caratterizzate da decorazioni semplici e lineari, sono chiamate anche “powder pyxis” in riferimento alla loro somiglianza con gli odierni contenitori da cipria.

Piastra di corazza in bronzo a tre dischi - Età Ellenistica 320-27 aC
orma sub triangolare con tre dischi convessi decorati con protomi figurate realizzate a sbalzo. Se la figura di Eracle, nel disco inferiore, è facilmente distinguibile grazie alla leontè, meno sicuro è il riconoscimento delle due divinità rappresentate nei dischi in corrispondenza del petto, identificabili con i Dioscuri o, meno probabilmente, con con Helios e Selene (Apollo e Artemide). L’intera corazza, con funzione di protezione della parte toracica, prevedeva anche una lamina dorsale posizionata sulla schiena e assicurata alla piastra pettorale mediante delle fascette rettangolari in lamina di bronzo (spallacci), di cui rimangono le cerniere collegate agli anelli sul margine superiore. In prossimità dei fianchi le due parti erano unite mediante due fascioni rettangolari, sempre in lamina di bronzo, di cui si conserva una placchetta di fissaggio laterale con ribattino centrale. Lungo il bordo si conservano i fori destinati al fissaggio dell’imbottitura interna.

Aryballos etrusco-corinzio a decorazione lineare - Età Orientalizzante 720-580 aC
 con breve labbro a tesa decorato da trattini e corpo piriforme decorato da baccelli e fasce orizzontali di diverso spessore. Il piccolo vaso, utilizzato per contenere piccole quantità di unguenti, rientra in un nutrito gruppo di aryballoi piriformi di produzione etrusca diffusi in contesti dell’orientalizzante recente, che si ispirano, sia nella forma che nella decorazione, a modelli corinzi.
Coppa su alto piede etrusco-corinzia acroma - Età orientalizzante 720-580 aC - Collezione Torlonia
Coppa con breve labbro a tesa, decorato da sottili linee incise, e alto piede a tromba modanato. Questo tipo di coppe su alto piede, frequente nei contesti etruschi datati tra l’orientalizzante recente e la prima metà del VI secolo a.C., rientra nella produzione di vasellame etrusco-corinzio privo di decorazione dipinta.

Ansa di oinochoe in bronzo - Età Arcaica 580-480 aC
con placca inferiore conformata a testa femminile con appendici laterali desinenti a testa di serpente. Al centro dell’attacco superiore dell’ansa, con appendici laterali terminanti a protome animale, è applicata una testa maschile barbata. Il vaso rientra in un gruppo di oinochoai in bronzo di fabbrica etrusca (Recanati group) che imita prodotti greci (nello specifico laconici) e orientali.
Anfora etrusca a figure nere dell'Ivy Leaf Group - Età arcaica 580-480 aC
nfora con coperchio verniciata di nero con ampie metope sul corpo e una fascia decorata a denti di lupo intorno al piede. Nelle metope si ripete identico lo schema di due serpenti barbuti intrecciati con delfino centrale rivolto verso sinistra. Ai lati dei serpenti sono dipinti due grandi occhioni.


Lydion a vernice rossa - Età Arcaica 580-480 aC

Lydion con labbro a tesa orizzontale, alto collo cilindrico, corpo globulare e piede troncoconico.
 La superficie è rivestita da una vernice color rosso-arancio.
Questo tipo di lydia, databili entro il terzo quarto del VI secolo a.C., rientrano in un gruppo di vasi 
di produzione etrusca che imitano, sia nella forma che nel rivestimento, prodotti di matrice greco-orientale utilizzati
per il contenimento di piccoe quantità di oli o sostanze profumate

Piatto etrusco-corinzio a decorazione lineare - Età Orientalizzante 720-580 aC
 ampia vasca troncoconica decorata a fasce concentriche e fila di puntini, orlo rientrante decorato esternamente da trattini verticali, piccole anse orizzontali impostate immediatamente sotto l’orlo. 
La parte inferiore della vasca esterna è decorata da una serie di tratti verticali. 

Anello in oro con scarabeo in corniola girevole - Età Classica 480-320 aC
ulla base dello scarabeo è intagliata la figura di un atleta nudo e inginocchiato nell’atto di cospargersi 
la coscia con granelli di sabbia.
In assenza di iscrizioni non è possibile riconoscere con certezza il personaggio raffigurato, 
forse identificabile con il principe Tideo, eroe greco del ciclo tebano, 
rappresentato sulla base di altri scarabei etruschi attribuiti allo “stile severo”. 

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