ART INSTITUTE OF CHICAGO



L'Art Institute of Chicago è il secondo museo d'arte degli Stati Uniti.
Contiene soprattutto opere dell'
Ottocento, ma anche arte classica e contemporanea.

Nel 1866, 35 artisti fondarono a Chicago un'accademia dove, sul modello europeo, davano lezioni e raccoglievano opere d'arte.
Dopo l'ncendio di Chicago del 1871, che distrusse l'edificio dove si stava sviluppando l'attività, nel 1882 si trasferì sulla Michigan Avenue.

Piede di cista in bronzo - Età Classica 480-320 aC

raffigura un personaggio maschile giovane, nudo alato, che indossa dei calcei alati, forse rappresenta il dio del sole etrusco Usil, che in una posa di corsa in ginocchio, tipico attributo della gorgone Medusa, si lancia tra le onde. Questa splendida figura è stata fusa in un unico pezzo insieme al suo supporto, che comprende onde stilizzate sopra una fascia di perline e un capitello ionico piatto che si assottiglia fino alla zampa di una creatura felina che ha cuscinetti carnosi insolitamente spessi.

Questo straordinario oggetto era uno dei tre piedi identici che sostenevano una cista, o cassapanca con coperchio, usata tipicamente dalle donne per conservare i cosmetici e gli articoli da toeletta.

Lebete etrusco-geometrico del Pittore Argivo - Età Orientalizzante 720-580 aC
Il "Pittore Argivo" è un artista ceramografo, attivo in Etruria nel periodo orientalizzante. Il lebete, datato al 725-700 a.C., presenta uno stile geometrico con elementi decorativi che richiamano la ceramica greca, ma riadattati al gusto locale. Il nome "Argivo" deriva probabilmente dalla sua origine, o da quella del suo stile, che richiama la ceramica di Argo, in Grecia. 
Questo esemplare è stato realizzato da un artista locale che ha adottato rapidamente i motivi decorativi e gli stili dipinti delle merci importate e li ha adattati ai gusti locali per catturare parte del mercato. Su questo vaso cerimoniale ci sono decorazioni a bande di zigzag, denti di lupo e tratteggi incrociati. Gli uccelli dal collo lungo e i cavalli stilizzati presenti richiamano figure votive in bronzo della Grecia del periodo geometrico. Sono raffigurate anche figure umane, raffiguranti cavalieri.
Specchio in bronzo - Età classica 480-320 aC

Rappresenta la dea Eos che sorregge tra le braccia il figlio morto Memnone, ucciso in duello da Achille. Viene qui ripreso un tema tratto dall’Iliade. Il fanciullo ha ancora nella mano destra la spada, mentre dalla testa gli cade l’elmo. La scena rappresenta esattamente il momento in cui Eos prende da terra il figlio, l’artista così vuole fare un fermo-immagine del momento. Tutto intorno gira un ramo di vite, con le foglie che si alternano al ramo stesso. All’attacco dell’impugnatura dello specchio stesso è presente una decorazione floreale.

Trovati nelle tombe delle donne, gli specchi di bronzo erano lussuosi beni personali usati nella vita e poi sepolti con i morti per l’uso nell’aldilà. Un lato era molto lucido; sull’altro lato era solitamente incisa una scena mitica.



Kyathos ad alto piede in bucchero - Età Arcaica 580-480 aC
E’ decorato ad incisioni geometriche e floreali, modellato a tornio veloce. Ansa a nastro insellata ed impostata verticalmente dal labbro alla vasca, con montante interno piatto, e montante esterno crestato verso il culmine. Alto labbro svasato con orlo appiattito impostato tramite una risega sulla vasca troncoconica, ampio piede a tromba con anello plastico; ha due apofisi (protuberanze)
coniche sull’orlo, equidistanti dall’ansa.
Anfora etrusca a figure nere del Ivy Leaf Group - Età Arcaica 580-480 aC

Raffigura sul davanti, un levriero che guarda un cavallo e un cacciatore giovane vestito 
di una semplice tunica bianca, mentre sul retro un cervo e una lepre fuggono per salvarsi.

Le proporzioni attenuate e il profilo simmetrico di questo vaso creano una forma particolarmente elegante che smentisce la consistenza un po’ grossolana dell’argilla etrusca locale di cui è composta.
La scarsa qualità dell’argilla ha anche ostacolato i tentativi di replicare le finiture superficiali 

altamente raffinate dei vasi ateniesi. Tuttavia, il pittore di questo vaso compone abilmente le sue scene all’interno di campi delimitati sopra da un motivo decorativo di boccioli di loto e punti intrecciati, 

nella parte bassa, verso il piede denti di lupo.

 

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