HERMITAGE MUSEUM
omposto da un uomo e una donna, forse un guerriero e una consorte, oppure una coppia divina. Faceva parte di un candelabro, forse la parte della terminazione apicale. L’elemento maschile è armato di elmo con cresta verticale, ha una corazza anatomica decorata sul petto con spirali e al di sotto porta una tunica corta che lascia nudo il corpo sotto il ventre e le gambe. Le gambe sono protette da schinieri decorati a sbalzo. Nella mano destra tiene una spada lunga. I due personaggi sono abbracciati, e dietro le loro schiene si incrociano le mani. La donna è vestita di una lunga tunica e un mantello, che copre le spalle e arriva fino al ginocchio, decorato lungo il bordo. La donna tiene con la mano sinistra un lembo della veste, è una posa tipica di Minerva in età classica. Ha un’acconciatura fatta di trecce che si raggruppano dietro al nuca, e ha un diadema semplice in testa.
Forse la coppia è quella tipica di Minerva che accompagna Ercole nell’Olimpo, che si ritrova altrove a Vulci, come anche a Portonaccio, Veio, e in altri centri etruschi.
Integra. La superficie è consunta con piccole scheggiature, abrasioni e lunghe profonde ammaccature formatesi durante l’esecuzione. Bordi dell’orlo lievemente danneggiati. Il vaso ha una superficie ondulata (non è chiaro se il risultato della cottura malriuscita o di un’azione intenzionale del vasaio).
Kyathos con vasca ampia e profonda e ansa alta a occhiello. Nella parte superiore dell’ansa
vi è una sporgenza piatta che ne rappresenta la continuazione. Nella parte verticale dell’ansa
che si distacca dall’orlo due teste d’uomo a rilievo. La superficie dell’ansa è decorata
da un ornamento di quadrati incisi e incrociati internamente incorniciati da un disegno a zig-zag.
Sull’orlo sono fissate apofisi a rilievo. Sul ventre, invece, piccole teste a rilievo viste frontalmente.
Il Kyathos è uno degli esemplari migliori del tardo bucchero pesante etrusco. Gli ornamenti plastici
su di esso sono in perfetta armonia con le austere decorazioni, la forma massiccia acquisita
dai recipienti in metallo dello stesso periodo. Questo Kyathos dell’Ermitage fa parte
di un gruppo di manufatti creati a Vulci accomunati dallo stesso stile di interpretazione delle teste umane
a rilievo che li decorano. Le teste hanno forma ovale, gli occhi in posizione obliqua,
il naso leggermente prominente, la bocca piccola e il mento massiccio. I capelli sopra la fronte
sono separati da linee a zig-zag parallele, i ciuffi ai lati del viso disegnati sullo sfondo del rilievo. L’ornamento di recipienti con immagini scultoree o dipinte di teste umane caratterizza l’arte etrusca fino al tardo periodo ellenistico. È probabile che i pittori etruschi siano stati influenzati dalle pissidi corinzie
con le teste a rilievo sui manici e i kyathoi dell’Attica della fine del VI sec. a.C. che avevano ornamenti simili.
Si può altresì supporre che le teste potessero avere funzione apotropaica,
alla pari delle gorgoni e delle figure oculari sui vasi greci.
È costituito da una coppa con orlo ingrossato leggermente e rientrante.
Il piede è a tromba ed è decorato con una vernice nera o marrone scuro, ed è caratterizzato da un listello che lo divide dalla pancia del vaso, e da una solcatura che lo divide dall’anello della tromba.
La ceramica è fine depurata e color crema; il vaso è dipinto esternamente in nero o marrone scuro con figure poco leggibili. Tra queste figure si notano probabilmente una sfinge alata o un uccello e un leone.
Questo vaso è attribuito alla bottega del gruppo della Maschera Umana.
L’Alabastron ha un corpo globulare allungato tipico di questa categoria. L’orlo è a tesa dipinto con vernice marrone scuro-nera. L’ansa è a bastoncello molto piccolo e lascia intravedere un piccolo foro, utilizzato per appendere o per prendere il vaso. Sul vaso è possibile distinguere tre fregi. Il primo raffigura delle gocce subito sotto il labbro. Il secondo e il terzo sono identici e raffigurano degli uccelli, che danno il nome al Gruppo dell’Ermitage del Ciclo dei Galli Affrontati, al quale appartiene questo esemplare. Gli uccelli rappresentati non è possibile definirli galli perché non ne hanno le caratteristiche. Tra un uccello e l’altro si notano delle rosette dipinte in vernice marrone scuro, che sono molto stilizzate e rappresentate come semplice cerchi e per i petali sono state realizzate solo delle croci al centro semplicemente incise.
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