HERMITAGE MUSEUM


Il complesso di edifici visto dal fiume Neva. Da sinistra a destra: il Teatro dell'Ermitage, il Grande Ermitage, il Piccolo Ermitage, il Palazzo d'Inverno.


Candelabro - Gruppo Bronzeo - Età Classica 480-320 aC

omposto da un uomo e una donna, forse un guerriero e una consorte, oppure una coppia divina. Faceva parte di un candelabro, forse la parte della terminazione apicale. L’elemento maschile è armato di elmo con cresta verticale, ha una corazza anatomica decorata sul petto con spirali e al di sotto porta una tunica corta che lascia nudo il corpo sotto il ventre e le gambe. Le gambe sono protette da schinieri decorati a sbalzo. Nella mano destra tiene una spada lunga. I due personaggi sono abbracciati, e dietro le loro schiene si incrociano le mani. La donna è vestita di una lunga tunica e un mantello, che copre le spalle e arriva fino al ginocchio, decorato lungo il bordo. La donna tiene con la mano sinistra un lembo della veste, è una posa tipica di Minerva in età classica. Ha un’acconciatura fatta di trecce che si raggruppano dietro al nuca, e ha un diadema semplice in testa.

Forse la coppia è quella tipica di Minerva che accompagna Ercole nell’Olimpo, che si ritrova altrove a Vulci, come anche a Portonaccio, Veio, e in altri centri etruschi.

Elmo in bronzo - Età Classica 480-320 aC
ntegralmente conservato tranne per un piccolo foro sulla calotte in alto. La calotta è decorata come se fosse presente una frangetta di chi lo indossa, sono rappresentati i capelli in ciocche che circondano gli occhi. 
Gli occhi sono incorniciati da semplici sopracciglia, molto pronunciate. I para-guance sono attaccati 
tramite cerniere e sono decorati ciascuno con un cinghiale in atto di attaccare
Aryballos etrusco-corinzio - Età Arcaica 580-480 aC
L’Aryballos ha un corpo globulare tipico di questa categoria. L’orlo è a tesa dipinto con vernice marrone scuro-nera. L’ansa è a dipinta con tacche o linee parallele nere. Sul vaso è possibile distinguere tre fregi. 
Il primo raffigura delle gocce subito sotto il labbro. Il secondo raffigura degli uccelli, 
che danno il nome al Ciclo dei Galli Affrontati, al quale appartiene questo esemplare. 
Gli uccelli rappresentati sono 3 divisi da coppie di rosette dipinte sempre in modo circolare 
con una croce centrale per i petali, in vernice marrone scuro. Il terzo fregio rappresenta, 
sul fondo del vaso, altre rosette dipinte stilizzate ma in maniera diversa dalle tipiche rosette circolari incise.
Anfora etrusca a figure rosse del Gruppo delle Idrie con Becco - Età Ellenistica 320-27 aC

Integra. La superficie è consunta con piccole scheggiature, abrasioni e lunghe profonde ammaccature  formatesi durante l’esecuzione. Bordi dell’orlo lievemente danneggiati. Il vaso ha una superficie ondulata (non è chiaro se il risultato della cottura malriuscita o di un’azione intenzionale del vasaio).

Tutta la superficie dell’anfora di forma ovoidale è cosparsa di figure di animali marini, sia reali come  delfini, pesci, stelle marine, molluschi sia fantastici, come ippocampi e draghi. Sullo sfondo della vernice nera, come nelle scure profondità del mare, nuotano allegri delfini, circondati da lenti ippocampi e meduse trasparenti; tra le conchiglie depositate sul fondo nuotano i pesci. Con il colore bianco il pittore
ha messo in rilievo alcuni dettagli: le pinne dei delfini, le criniere degli ippocampi, i balenii di luce
 sulle conchiglie. L’artista è riuscito a riprodurre la bellezza naturale dei movimenti della fauna marina,
 il motivo decorativo caratteristico dei vasi a figure rosse dei ceramisti della città di Vulci
è uno dei motivi preferiti degli artigiani italici di arte vascolare del IVC sec. a.C.

Oinochoe con leoni, con orlo trilobato in bucchero - Età Arcaica 580-480 aC
Sull’attacco dell’orlo e l’ansa sono presenti due rotelle semplici, tipiche di questa forma di vaso.
 Sotto il labbro sul collo sono presenti tre linee incise parallele. L’ansa è a bastoncello semplice. 
Tra il collo e la spalla è presente una carena, semplice, tipica delle forme in metallo, che il bucchero riproduce. Sulla spalla si trova una decorazione con una teoria di leoni eseguiti a rilievo tra elementi applicati verticali a forma di grande goccia, che dividono le scene come tre grandi metope. 
Al di sotto della teoria di leoni sono presenti due linee incise. 
Il piede è ad anello semplice leggermente schiacciato, sembra quasi a tromba schiacciata.
Kyathos in bucchero - Età Arcaica 580-480 aC

Kyathos con vasca ampia e profonda e ansa alta a occhiello. Nella parte superiore dell’ansa
 vi è una sporgenza piatta che ne rappresenta la continuazione. Nella parte verticale dell’ansa
che si distacca dall’orlo due teste d’uomo a rilievo. La superficie dell’ansa è decorata
da un ornamento di quadrati incisi e incrociati internamente incorniciati da un disegno a zig-zag.
Sull’orlo sono fissate apofisi a rilievo. Sul ventre, invece, piccole teste a rilievo viste frontalmente.

Il Kyathos è uno degli esemplari migliori del tardo bucchero pesante etrusco. Gli ornamenti plastici
su di esso sono in perfetta armonia con le austere decorazioni, la forma massiccia acquisita
dai recipienti in metallo dello stesso periodo. Questo Kyathos dell’Ermitage fa parte
di un gruppo di manufatti creati a Vulci accomunati dallo stesso stile di interpretazione delle teste umane
a rilievo che li decorano. Le teste hanno forma ovale, gli occhi in posizione obliqua,
 il naso leggermente prominente, la bocca piccola e il mento massiccio. I capelli sopra la fronte
 sono separati da linee a zig-zag parallele, i ciuffi ai lati del viso disegnati sullo sfondo del rilievo. L’ornamento di recipienti con immagini scultoree o dipinte di teste umane caratterizza l’arte etrusca fino al tardo periodo ellenistico. È probabile che i pittori etruschi siano stati influenzati dalle pissidi corinzie
con le teste a rilievo sui manici e i kyathoi dell’Attica della fine del VI sec. a.C. che avevano ornamenti simili.

Si può altresì supporre che le teste potessero avere funzione apotropaica,
alla pari delle gorgoni e delle figure oculari sui vasi greci.

Thymiaterion su alto piede - Età arcaica 580-480 aC
È costituito da una coppa con orlo ingrossato leggermente e rientrante.
Il piede è a tromba ed è decorato con una vernice nera o marrone scuro, ed è caratterizzato da un listello che lo divide dalla pancia del vaso, e da una solcatura che lo divide dall’anello della tromba.
La ceramica è fine depurata e color crema; il vaso è dipinto esternamente in nero o marrone scuro con figure poco leggibili. Tra queste figure si notano probabilmente una sfinge alata o un uccello e un leone.
Questo vaso è attribuito alla bottega del gruppo della Maschera Umana.

Oinochoe con cervi con orlo trilobato in bucchero - Età Orientalizzante 720-580 aC
Sull’attacco dell’orlo e l’ansa sono presenti due rotelle semplici, tipiche di questa forma di vaso. 
Sotto il labbro sul collo sono presenti quattro linee incise parallele. L’ansa è a bastoncello semplice. 
Tra il collo e la spalla è presente una carena, semplice, tipica delle forme in metallo, che il bucchero riproduce, e al di sotto è presente una decorazione a ovuli. Sulla spalla si trova una decorazione 
con una teoria di cervi pascenti eseguiti a rilievo tra elementi applicati verticali a forma di grande goccia, 
che dividono le scene come tre grandi metope. Il piede è ad anello semplice leggermente schiacciato.
Pisside etrusco-corinzia con corpo globulare e schiacciato del Pittore Cassuccini - Età Arcaica 580-480 aC
La pisside appartiene al Gruppo delle Pissidi, del Pittore Cassuccini. L’orlo è a tesa leggermente svasato decorato con una vernice nera a gocce parallele e radiali verso il centro del vaso. Intorno al labbro vi è una decorazione lineare in nero. Sulla pancia il vaso presenta una teoria di felini, probabilmente leoni, con la bocca aperta, dipinti in rosso bordeaux e marrone. Intorno alle figure dei felini ci sono puntini e rosette stilizzate con incisioni a croce per indicare la presenza di petali. Sotto la teoria di felini è presente una fascia dipinta in marrone e una fascia sul piede semplice a disco in rosso-marrone.
Oinochoe etrusco-corinzia con orlo trilobato - 
Età Orientalizzante 720-580 aC
 Presenta due rotelle semplici dipinte in rosso-arancio tra l’attacco dell’ansa e il labbro. 
L’ansa è a grosso nastro con tre linee incise, ed è dipinta in rosso-arancio. 
Sotto il labbro, sul collo è presente una larga fascia campita in rosso-arancio. 
La spalla è divisa dal collo tramite una carena semplice. Sulla spalla è presente una decorazione dipinta in rosso-arancio a gocce parallele. Al di sotto, sulla pancia, si alternano linee e fasce dipinte in rosso-arancione rosso scuro-bordeaux. Sono: una linea rosso-arancione, una linea rosso scuro-bordeaux, una linea rosso-arancione; una fascia a risparmio crema; una fascia rosso-arancione, una fascia rosso scuro-bordeaux, una fascia rosso-arancione, una fascia a risparmio crema, una fascia più piccola 
in rosso-arancione, una fascia a risparmio crema. Il piede è ad anello dipinto
 in rosso-arancione e rosso scuro-bordeaux.
Oinochoe con orlo trilobato etrusco-corinzia - Età Orientalizzante 720-580 aC
Tipica forma dell’orientalizzante. Il labbro è decorato con una vernice marrone scura. L’ansa a grosso nastro è sopraelevata rispetto all’orlo ed è dipinta in marrone scuro. Sotto il labbro il collo è dipinto in marrone, fino all’attacco della spalla. Sulla spalla si ha un fregio di gocce dipinte in nero parallele. Sulla pancia del vaso si alternano fasce e linee dipinte. La prima fascia è dipinta con una campitura totale in marrone scuro e sono incisi archetti intrecciati che danno il nome al Gruppo degli Archetti Intrecciati, con puntini a risparmio sulla ceramica color crema; una linea semplice dipinta in rosso divide da un’altra fascia campita in marrone scuro con incisi altri archetti intrecciati e puntini a risparmio, e un’altra linea dipinta semplice in rosso divide da una fascia del colore dell’argilla del vaso. Il piede è semplice ad anello dipinto in marrone scuro diviso dalla pancia da una linea rossa dipinta.

Oinochoe etrusca con orlo trilobato a figure nere - Età Arcaica 580-480 aC
ipica forma dell’orientalizzante. Il labbro è decorato con una vernice marrone scura. L’ansa a grosso nastro è sopraelevata rispetto all’orlo ed è dipinta in marrone scuro. Sotto il labbro il collo è dipinto in marrone, fino all’attacco della spalla. Sulla spalla si ha un fregio di gocce dipinte in nero parallele. Sulla pancia del vaso si alternano fasce e linee dipinte. La prima fascia è dipinta con una campitura totale in marrone scuro; una linea semplice dipinta in rosso divide da un’altra fascia campita in marrone scuro, e un’altra linea dipinta semplice in rosso divide da una fascia del colore dell’argilla del vaso, crema. Il piede è semplice ad anello verticale dipinto in marrone scuro diviso dalla pancia da una linea rossa dipinta.
Aryballos etrusco-coriinzio - Età Arcaica 580-480 aC
L’Aryballos ha un corpo globulare tipico di questa categoria. L’orlo è a tesa dipinto con vernice marrone scuro-nera, ha una decorazione a tacchette e linee parallele radiali. L’ansa è a dipinta con tacche o linee parallele nere. Sul vaso è possibile distinguere tre fregi. Il primo raffigura delle gocce subito sotto il labbro. Il secondo raffigura degli uccelli, che danno il nome al Ciclo gli Uccelli, al quale appartiene questo esemplare. Gli uccelli rappresentati sono 3 divisi da coppie di rosette dipinte sempre in modo circolare con una croce centrale per i petali, in vernice marrone scuro. Il terzo fregio rappresenta, sul fondo del vaso, gocce dipinte in nero radiali che partono dal piede a disco del vaso stesso.
Alabastron etrusco-corinzio - Età Arcaica 580-480 aC
L’Alabastron ha un corpo globulare allungato tipico di questa categoria. L’orlo è a tesa dipinto con vernice marrone scuro-nera. L’ansa è a bastoncello molto piccolo e lascia intravedere un piccolo foro, utilizzato per appendere o per prendere il vaso. Sul vaso è possibile distinguere tre fregi. Il primo raffigura delle gocce subito sotto il labbro. Il secondo raffigura degli uccelli, che danno il nome al Gruppo dell’Ermitage del Ciclo dei Galli Affrontati, al quale appartiene questo esemplare. Gli uccelli rappresentati sono 2 galli araldicamente affrontati divisi al centro da una coppia di rosette dipinte sempre in modo circolare con una croce centrale per i petali, dipinte in vernice marrone scuro-rosso. Il terzo fregio rappresenta al centro un animale di difficile interpretazione, poiché si è mal conservata la pittura, probabilmente è una pantera tipica dell’orientalizzante, perché è ben visibile una coda felina. Sopra questo animale e al di sotto sono rappresentate rosette sempre circolari con i petali realizzati a croce, stilizzate. Dall’altra parte è visibile un animale, forse un altro gallo o un altro uccello poco identificabile.
c.s.
L’Alabastron ha un corpo globulare allungato tipico di questa categoria. L’orlo è a tesa dipinto con vernice marrone scuro-nera. L’ansa è a bastoncello molto piccolo e lascia intravedere un piccolo foro, utilizzato per appendere o per prendere il vaso. Sul vaso è possibile distinguere tre fregi. Il primo raffigura delle gocce subito sotto il labbro. Il secondo e il terzo sono identici e raffigurano degli uccelli, che danno il nome al Gruppo dell’Ermitage del Ciclo dei Galli Affrontati, al quale appartiene questo esemplare. Gli uccelli rappresentati non è possibile definirli galli perché non ne hanno le caratteristiche. Tra un uccello e l’altro si notano delle rosette dipinte in vernice marrone scuro, che sono molto stilizzate e rappresentate come semplice cerchi e per i petali sono state realizzate solo delle croci al centro semplicemente incise.
c.s.
L’orlo è a tesa dipinto con vernice marrone scuro-nera. L’ansa è a bastoncello molto piccolo e lascia intravedere un piccolo foro, utilizzato per appendere o per prendere il vaso. Sul vaso è possibile distinguere tre fregi. Il primo raffigura delle gocce subito sotto il labbro. Il secondo raffigura degli uccelli, che danno 
il nome al Gruppo dell’Ermitage del Ciclo dei Galli Affrontati, al quale appartiene questo esemplare. 
Gli uccelli rappresentati sono 2 galli araldicamente affrontati divisi al centro da una coppia di rosette dipinte sempre in modo circolare con una croce centrale per i petali, dipinte in vernice marrone scuro. 
Il terzo fregio rappresenta al centro un animale di difficile interpretazione, poiché ha corpo e testa di una pantera, assomiglia alle pantere tipiche dell’orientalizzante, però ha anche delle ali, quindi questo può far pensare ad una sfinge alata stilizzata, probabilmente. Sopra questo animale e al di sotto
 sono rappresentate altre rosette sempre circolari con i petali realizzati a croce, stilizzate.
Alabastron etrusco-corinzio del CIclo degli Uccelli - Età Arcaica 580-480 aC
Bocchello espanso a tesa, dipinto con vernice marrone scuro, ansa a nastro, corpo piriforme allungato. 
Sul corpo si distinguono tre registri separati da linee parallele dipinte: sul primo, bastoncelli dipinti in nero sul fondo chiaro dell’argilla, sul secondo, ulteriore serie di bastoncelli policromi incisi, su sfondo dipinto marrone, sul terzo registro uccelli stilizzati intervallati da rosette a macchia con partizioni cruciformi graffite incise sulla vernice marrone scuro. Si data tra 560 e 550 a.C.
Anfora etrusca a figure rosse del gruppo di Alcesti - Età Classica 480-320 aC
Anfora con ventre largo, lievemente arrotondato, colo corto e bordo ribattuto, ornato da ovuli a rilievo e anse a forma di testa di grifone che afferra con il beccola zampa di un leone. Ai lati delle zampe dell’animale due palmette eseguite a rilievo. Sul ventre e sulle anse sono disposte composizioni a soggetto; tra queste: un ornamento a scagliette (squamette), in basso la fascia di un meandro semplice. Sulle anse da una parte un leone e una pantera stanno sbranando un bisonte, dall’altra una pantera e un grifone stanno straziando un cervo. Sotto le zampe il terreno è di pietre. Nella parte centrale del ventre del vaso si rincorrono verso destra tre quadrighe guidate da cocchieri e inseguite da giovani vestiti “da barbaro”. Sopra le quadrighe ombre, uccelli in volo, uno scudo tondo. Con il colore bianco sono segnate le figure dei due cavalli e gli stivali dei giovani, le maniche delle loro vesti e le cinture, le briglie e altri dettagli. Le figure sul ventre e sulle anse sono piene di movimento, sebbene il disegno appaia eseguito in fretta e in parte primitivo.
Decorazione di elmo riproducente un ippocampo, bronzo - Età Classica 480-320 aC 
L’elemento decorativo pertinente ad un elmo in bronzo, riproducente un ippocampo (cavallo marino). Il soggetto sembra ergersi dalle onde del mare e presenta una decorazione dettagliata in corrispondenza della criniera e della pinna caudale.
Triode in bronzo - Età arcaica 580-480 aC - Collezione del Marchese Campana
parte sommitale contenente una scodella semplice in bronzo anch’essa. La parte sommitale è decorata con due elementi a toro e collarino divisi da una semplice parete svasata. La parte sottostante, da dove partono le tre gambe del tripode, è decorata con scene di lotta tra uomini e animali, tra i quali si riconoscono alternati leoni e tori. Al di sotto delle scene di lotta e tra le gambe del tripode sono rappresentate delle decorazioni tipiche a palmette e fiori di loto, con alcuni elementi fusi floreali. Le tre gambe finiscono con tre terminazioni a zampa di felino, forse leone, che reggono l’intero tripode. Le tre gambe sono rette al centro da tre elementi in bronzo che si concludono in una decorazione circolare fusa con tre anatre, fuse al di sopra, corrispondenti allo spazio delle gambe.

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