BRITISH MUSEUM

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La sua nascita è dovuta alla volontà del medico e naturalista Sir Hans Sloane (1660-1753). Durante la sua vita Sloane riunì un'invidiabile collezione di curiosità ed oggetti e, non volendo che venisse smembrata alla sua morte, ne fece dono a Re Giorgio II per la cifra di 20 000 sterline. La collezione di Sloane consisteva a quel tempo di circa 71 000 oggetti di ogni tipo, inclusi circa 40 000 libri stampati, 7 000 manoscritti, un'ampia collezione di esempi di storia naturale inclusi 337 volumi di piante essiccate, stampe e disegni tra cui quelli di Albrecht Dürer e antichità dall'EgittoGreciaRoma, dal Vicino Oriente antico, dall'estremo oriente, dalle Americhe e dall'Oceania.
REPERTI


Anfora in impasto white on red con decorazione figurata dipinta - Età orientalizzante 720-580 aC 
Labbro a tesa con orlo piano, collo cilindrico, corpo piriforme, anse verticali, impostate tra collo e spalla, piede distinto. Il collo presenta, su di un lato, la figura dipinta di un cavallo e una decorazione a palmette; sull’altro, un cavallo e una ruota a otto raggi. Sulle anse motivo a reticolo e linee diagonali sulla parte esterna, punti incorniciati da linee nella parte interna. Sulla spalla palmette originatesi da archetti incrociati. Sul corpo, sotto ad un motivo a guilloche, si distribuisce una decorazione figurata, disposta su due fregi, originariamente policroma. Il fregio superiore presenta al centro due sfingi alate rivolte verso destra; a destra, un capro  salta sulla prua di una nave, decorata con motivo a scacchiera e un occhio dipinto sulla prua. Sulla poppa, è appoggiato un timone o un remo; a bordo sono raffigurate tre figure maschili sedute, mentre un uomo con chitone si dirige verso destra. In questa scena potrebbe essere riconosciuto il mito di Odisseo e Polifemo. Seguono una pantera o leopardo, un cavaliere e due leoni. Nel fregio inferiore, sono presenti progressivamente: due leoni, due sfingi, un altro leone, una pantera, un cavallo, una seconda pantera e ancora due cavalli. Sotto il fregio sottostante due fasce decorate, rispettivamente, con pittura bianca su sfondo arancione e pittura rossa su sfondo bianco. Al di sotto della seconda fascia, semicerchi concentrici penduli. Motivo a reticolo bianco sul piede

Anfora in lamina bronzea - Età Orientalizzante 720-580 aC
con orlo arrotondato, labbro estroflesso orizzontale, collo troncoconico, spalla alta, anse disposte verticalmente, corpo piriforme, fondo piano profilato. Le anse sono decorate a traforo a reticolo geometrico dal profilo curvilineo, terminante in una figura antropomorfa. Decorazione sbalzata con punti a rilievo su collo, spalla e anse; i punti a rilievo compongono elmi sul raccordo tra spalla e corpo
su entrambi i lati, anteriore e posteriore.

La parte superiore del vaso è saldata con la sottostante all’altezza della spalla, mediante ribattini.
Askos a forma di leone - Età ellenistica 320-27 aC - Tomba François
 Si tratta di una forma per versare liquidi, spesso realizzato a forma di animale, come in questo caso: il vaso è configurato come un leone pronto al balzo, posto su una strettissima base decorata da motivi ondulati.
La bocca del vaso si colloca sul dorso, assieme a una piccola ansa. Il bordo del beccuccio è decorato
da una fascia a spina di pesce, mentre attorno al collo è presente un motivo “a cappio”. Una seconda apertura è costituita dalle fauci dell’animale. Mentre il ventre del leone non è dipinto, il resto del corpo è decorato da brevi trattini di colore marrone che simulano il pelo. La criniera è invece realizzata da file
di ciocche plastiche. La coda è ripiegata sul fianco destro e in origine doveva essere dipinta di rosso.
 
Degno di nota è che lo stesso motivo ritorna nel fregio della stessa Tomba François.
Bacino in bronzoo su base tripode - Età classica 480-320 aC
orlo estroflesso liscio orizzontale, anse a maniglia sormontanti, vasca a profilo ricurvo
 e piede a tripode configurato a zampe leonine. 

Braciere a rotelle in bronzo - Età Orientalizzante 720-580 aC
Frammenti pertinenti a un braciere a rotelle a vasca rettangolare, decorato con due protomi equine.
Le teste hanno corte criniere e grandi occhi a mandorla. 
Brocca in lamina di bronzo - Età orientalizzante 720-580 aC 
Orlo ingrossato e distinto, labbro a colletto, corpo biconico con spalla compressa, piede indistinto a tromba. Due anse a nastro sormontanti sono impostate verticalmente sullo stesso lato, mediante ribattini.
Busto femminile in bronzo - Età orientalizzante 720-580 aC 
composto da nove lamine saldate, che poggia su una base emisferica lavorata a sbalzo e decorata con una teoria di 5 figure incedenti verso sinistra (un capro, un grifone, una sfinge, un leone, un quadrupede). La capigliatura  presenta bande ondulate sulla fronte e una serie di trecce sulle spalle realizzate a sbalzo e incisione, mentre due ciocche plastiche scendono ai lati della testa. Il volto massiccio ha zigomi sporgenti e mascelle pronunciate, occhi a mandorla e bocca segnata orizzontalmente. Un alto collare con decorazione incisa scende sul torso. La mano e il braccio sinistro sono piegate sul petto, l’altro braccio doveva sporgere dal busto e reggere con la mano un volatile in bronzo con tracce di rivestimento in foglia d’oro.

Calice su alto piede in bucchero grigio - Età arcaica 580-480
con orlo assottigliato, vasca carenata e profonda, decorata da tre linee orizzontali parallele tra loro (di cui la prima appena percepibile) e da baccellature. La carena è evidenziata da un rigonfiamento ed il fondo si innesta su un alto piede a tromba; quest’ultimo è stato restaurato. La decorazione, piuttosto insolita per il tipo di calice, sembra voler imitare gli esemplari con baccellature plastiche o, più probabilmente, i vasi bronzei che presentano la stessa decorazione incisa. 
 Calice a parete ondulata in bucchero - Età arcaica 580-480
Sormontato sull’orlo da cinque elementi apicati, (ghiande?) di cui uno perduto. Sul labbro esterno, inquadrate dalle ghiande, sono state applicate cinque teste femminili realizzate a stampo. Il fondo carenato del vaso si imposta su un alto piede a tromba, caratterizzato da una modanatura a toro in prossimità dell’attacco della vasca e da altre due presso la sua estremità. Sul piede sono state incise tre linee parallele, due delle quali inquadrano una decorazione a zigzag; la superficie esterna si presenta lucida.
Coppa su altopiede a tromba in bucchero - Età arcaica 580-480
con orlo leggermente rientrante evidenziato da due linee parallele incise e quattro teste femminili applicate realizzate a stampo, due delle quali frammentarie. La vasca, di forma schiacciata, è posta su un alto piede a tromba, marcato da una modanatura in prossimità della base del fusto.
c.s.
con orlo estroflesso evidenziato da quattro teste maschili applicate realizzate a stampo (di cui una mancante), vasca ampia su alto piede a tromba marcato da una modanatura in prossimità della base del fusto; la superficie è lucida, 
coppa su piede a tromba in bucchero
 - Età arcaica 580-480
con orlo arrotondato, labbro nettamente rientrante e vasca schiacciata su piede a tromba. In prossimità dell’orlo sono presenti due fori di sospensione, mentre la superficie è di colore grigio-nerastro. 
Dinos miniaturistico in gesso alabastrino - Età orientalizzante 720-580 aC 
Labbro a tesa con orlo piano, collo concavo con profonda solcatura nella spalla compressa.
Corpo globulare con parete curvilinea con massima espansione a metà altezza, rientrante sopra la spalla. Fondo piano profilato. 

Kantharos in bucchero di Avile Repesuna - Età orientalizzante 720-580 aC 
labbro decorato da tre solcature, anse a nastro sormontati, vasca carenata decorata a punte di diamante e basso piede a tromba.
Sulla vasca esterna, tra le due anse, è stata graffita un’iscrizione in lingua etrusca dal ductus sinistrorso e scriptio continua. La grafia è tipica delle iscrizioni arcaiche, come mostrano il my a cinque tratti, il rho con peduncolo in basso ed il primo sigma ancora retrogrado. Il testo, che recita mi repesunas aviles, ovvero io (sono) di Avile Repesuna, è redatto secondo la ben nota formula dell’oggetto parlante, con il praenomen del possessore dell’oggetto postposto al gentilizio. Il gentilizio Repesuna compare nuovamente,
nella forma
 repusiunaś, su una stele rivenuta nel territorio volterrano (VI secolo a.C.).

Kantharos in bucchero - Età orientalizzante 720-580 aC 
Orlo assottigliato, labbro dritto, anse a sezione circolare (di cui una restaurata), vasca carenata su piede ad anello; il vaso presenta alcune scheggiature. La superficie è lucida. 
c.s.
Orlo arrotondato, labbro indistinto, anse a nastro sormontanti, vasca carenata decorata
con motivo ad archetti, basso piede a tromba;

 Kyathos in bucchero con decorazioni a riiievo - Età arcaica 580-480 aC
caratterizzato da un orlo sormontato da cinque elementi apicati (ghiande), di cui uno mancante, e da un labbro svasato. L’ansa a nastro è bifora e presenta una cresta superiore, sulla quale si appoggia lo stesso elemento applicato presente sull’orlo. Nella porzione anteriore dell’ansa è stata posta a rilievo una figura umana di profilo, incedente verso destra, con le braccia piegate in avanti a stringere un oggetto non identificabile. Il volto mostra il ben noto sorriso arcaico, ed i capelli sono lunghi e tirati indietro; indossa una corta tunica trasparente. Dal bordo dell’ansa si sviluppa un motivo inciso a zigzag, mentre dai piedi della figura si dipartono due volute. Il corpo globulare del vaso è decorato da un fregio composto da quattro teste aggettanti, inquadrate da baccellature; la carena sporgente si imposta su un piede ad anello.
Kyathos su alto piede in bucchero - Età arcaica 580-480
con labbro svasato ed orlo evidenziato internamente da due linee orizzontali, replicate anche all’esterno, dove si aggiunge una decorazione a zigzag; all’interno dell’orlo, in corrispondenza dell’innesto dell’ansa, è stata applicata una testa maschile a rilievo. L’ansa a nastro presenta un elemento sommitale apicato (ghianda), dal quale si diparte un cordone rilevato che collega due protomi zoomorfe poste rispettivamente sul fronte e sul retro dell’ansa. Il corpo del vaso, di forma globulare, è evidenziato subito sotto il labbro da un motivo inciso a zigzag, mentre due scanalature sono presenti in prossimità del piede. Quest’ultimo è a tromba, con base piatta e bordo modellato; la superficie appare lucida
Kyathos Gsell 100 monumentale in bucchero - Età arcaica 580-480
con ansa insellata decorata da un elemento sommitale applicato (ghianda) e da due teste di ariete plastiche; la porzione anteriore dell’ansa presenta un volto umano a rilievo (secondo alcuni studiosi riferibile ad un gorgoneion, secondo altri al dio Helios, ovvero l’etrusco Usil) e due cavalli alati rampanti affrontati. Sull’orlo è inciso un motivo a zigzag, mentre il labbro è evidenziato da due cordoni sporgenti. Sulla vasca è impresso un fregio a rilievo, rappresentante quattro felidi incedenti verso destra intervallati da baccellature. La carena è evidenziata da un rigonfiamento, mentre il fondo si innesta su un alto piede a tromba, scanalato sul bordo.
Kylix in bucchero - Età orientalizzante 720-580 aC
orlo assottigliato ed anse orizzontali di dimensioni leggermente diverse. La vasca esterna presenta decorazioni incise, costituite da due scanalature poste ad evidenziare l’orlo, da un fregio di otto ventaglietti realizzati a punti ed aperti a destra, collocati in corrispondenza delle anse, e da tre fasce di scanalature nella parte inferiore del vaso; il piede è ad anello. Il manufatto è scheggiato in più punti.
c.s.
Orlo svasato e vasca poco profonda, evidenziata da nove scanalature incise a spirale; si conservano solo due terzi del piccolo piede a tromba.

Lebete in lamina bronzea con base tripode - Età orientalizzante 720-580 aC 
Il lebete presenta un labbro a tesa liscio e una vasca a parete curvilinea  rientrante, con massima espansione in prossimità del fondo convesso. La base tripode è costituita da tre verghette
in lamina bronzea, decorate con una zigrinatura verticale convessa al centro
e saldate sotto il labbro del lebete tramite ribattini
Oinochoe in bucchero grigio con decorazione a rilievo - Età arcaica 580-480
on imboccatura trilobata, collo modanato ed ansa a sezione circolare desinente a rotelle. Il corpo ovoide è caratterizzato da un fregio realizzato a stampo sulla spalla: vi sono rappresentati tre leoni incedenti verso sinistra, con fauci spalancate e coda ripiegata sulla schiena, separati da grandi gocce allungate. Al di sotto della raffigurazione sono presenti due scanalature, mentre il piede è ad anello; sulla superficie lucida si osservano tracce di incrostazioni calcaree.
Olpe in bucchero  - Età ellenistica 320-27 aC
orlo svasato, lungo collo troncoconico, ansa a nastro e corpo ovale su piede piano; la superficie appare lucida. La forma, prodotta a partire dall’ultimo quarto del VII e gli inizi del VI secolo a.C., è piuttosto diffusa in Etruria meridionale, in particolar modo a Vulci, ed in Campania.
Olpe in bucchero
 - Età arcaica 580-480
orlo estroflesso, labbro evidenziato da tre solcature orizzontali, ansa sormontante bifora e corpo globulare su piede svasato. Peculiare è la forma dell’ansa, che è inquadrata da due apofisi triangolari
e presenta un elemento sommitale applicato (ghianda).
Rhyton a vernice nera - Età ellenistica 320-27 aC 
Vaso potorio (rhyton) in ceramica a vernice nera terminante in avantreno equino. Il cavallo, raffigurato rampante e dotato di ciuffo sulla fronte, è raccordato al vaso mediante un anello decorato con motivo a perline modellate; tra le zampe si apre il beccuccio di fuoriuscita. Il reperto apparteneva verosimilmente al corredo della Tomba François.
Sostegno configurato pertinente a calice a cariatidi in bucchero - Età orientalizzante 720-580 aC Rappresenta una figura femminile vestita con lungo chitone, che lascia scoperti i piedi, bordato da una fascia decorata da due file di piccole intaccature oblique, e stretto sulla vita da una cintura con le stesse incisioni. Al collo indossa una collana con quattro pendenti lanceolati. L’acconciatura è costituita da una calotta, resa con linee verticali e terminante a riccioli sulla fronte, e da due lunghe trecce laterali trattenute nelle mani. Sulla testa è posto un kalathos, un copricapo di canne usato per riporre i materiali dei lavori muliebri. Il viso è di forma triangolare con occhi dal taglio a mandorla. Sul petto, in prossimità delle mani sono posti due piccoli fori, mentre sui fianchi resta traccia della presenza delle ali, oggi perdute; il retro del manufatto presenta dei segni incisi simili a dei sigma a tre tratti dalla forma sinuosa. 

Tazza in lamina bronzea - Età orientalizzante 720-580 aC 
Labbro a colletto, vasca bassa carenata, lievemente deformata, ansa a nastro verticale sormontante,
 piede a tromba. La vasca è decorata con nervature radiali.
L’ansa è impostata all’altezza del labbro e della carena.
    
Tazza su alto piede in lamina bronzea - Età orientalizzante 720-580 aC 
Labbro a colletto, vasca profonda carenata, ansa a nastro verticale sormontante, alto piede a tromba. La vasca è decorata con nervature radiali a rilievo. L’ansa è impostata all’altezza del labbro e della carena. 
Tazza in lamina di bronzo - Età Arcaica 580-480 aC
Mancante di una parte dell’ansa a nastro che si conserva a parte. Labbro svasato, vasca profonda carenata, ansa a nastro verticale impostata sotto la carenatura, piede a tromba. La vasca presenta scanalature radiali.
Stauetta di volatile in bronzo fuso - Età orientalizzante 720-580 aC 
Collezione Bonaparte
originariamente connessa con il busto femminile in lamina di bronzo
 munito di un’appendice a tridente (menisco) o di un paio di corna sulla testa e originariamente doveva essere ricoperto con foglia d’oro. L’uccellino, sorretto dalla mano destra della figura, aveva fatto supporre l’identificazione della statua con Iside. 
Statuetta di offerente in gesso alabastrino - Età Arcaica 580-480 aC
 in posizione stante su una base. La testa è squadrata, con la bocca in un sorriso accennato e gli occhi ampi. Sulla testa i capelli sono piatti e cinti da una benda, mentre le lunghezze cadono sulla schiena e le spalle in lunghe trecce.
Indossa un lungo chitone, coperto da himation, con cintura e sandali.  Ha gli avambracci piegati in avanti
con la mano destra in un gesto di offerta con il palmo rivolto verso l’alto e il pollice alzato,
mentre la mano sinistra è chiusa e forata. Le braccia e i piedi sono aggiunti al corpo.
Gli oggetti che una volta reggeva nelle mani sono andati perduti.

Originariamente dovevano esserci decorazioni dorate sulla cintura e sui sandali, dipinti di rosso,
mentre tracce di blu e giallo sono visibili sul bordo del mantello, mentre tracce di nero sono presenti sui capelli.



Statua fittile a figura femminile - Età Orientalizzante 720-580 aC
seduta su una piccola panca, con la schiena dritta, le mani sulle ginocchia e i piedi vicini. I capelli sono lunghi e cadono sul retro in una folta massa di trecce a rilievo legate all’estremità. Sui capelli, le sopracciglia e le pupille si conservano tracce di colore viola scuro. Indossa una collana, da cui dovevano pendere elementi decorati in lamina d’oro; un chitone aderente, lungo fino alle caviglie, dorato sull’orlo inferiore e sui polsi; calzature alte con lacci. Al di sopra della testa è presente un’apertura, anch’essa originariamente dorata, che la configura come un vaso per profumi di stile rodio, resa inutilizzabile dalla base aperta.
Lucerna in bronzo di forma globulare - Età orientalizzante 720-580 aC 
con quattro becchi posti simmetricamente a due a due per l’alloggiamento degli stoppini. L’orlo è composto da un anello piatto in bronzo fuso, attaccato mediante quattro rivetti e sostenente gli ugelli. Il fondo piano è attaccato con tre rivetti sulla parte superiore di un piedistallo. Una vasta porzione della lucerna era andata perduta ed è stata recentemente integrata con un restauro. Originariamente era sostenuta dal supporto conservato in frammenti
Situla* in ceramica a vernice nera- Età ellenistica 320-27 aC 

*vaso decorato con scene di vita quotidiana o cerimonie
Presenta l’orlo estroflesso, e il labbro arrotondato decorato con listelli applicati e in rilievo rosette e palmette. Sulla spalla del vaso è presente, in entrambi i lati, in rilievo Dioniso, che corre verso destra, con una torcia nella mano destra e clamide, che guarda indietro, e una pantera che corre verso destra. Su tutta la superficie della spalla è presente una decorazione sovradipinta in bianco a festone doppio con puntini.
Askos (otre) a forma di uccellino - depurata acroma - senza datazione
il vaso è a forma di colomba. Mancano sia l’ansa che il beccuccio.

Balsamario configurato a busto femminile - Età Arcaica 580-480 aC
Presenta l’orlo a tesa e il labbro piatto. Il collo è molto stretto e lungo. La donna presenta un chitone di colore chiaro e un mantello scuro. Ha una collana intorno al collo. I capelli sono sciolti sulle spalle. Il suo volto è di stile arcaico, ed è rappresentato il tipico sorriso.
Hydria etrusca a figure nere - n/d
Sul collo presenta una fascia di palmette e punti, intorno all’orlo all’interno vi è un meandro. Sulla spalla sono rappresentati due centauri accovacciati, affrontati, con le braccia tese, come in procinto di lottare. Sul corpo è rappresentata una battaglia navale: una galea bireme è tra le onde con diciotto remi, e prua a forma di testa di cinghiale; lungo i lati del ponte di prua si trovano cancelli (ringhiere) traforati, e sulla parablemata di poppa, o cuscini di difesa. Sul ponte di prua ci sono due arcieri inginocchiati a sinistra su un ginocchio e lanciano frecce; hanno berretti a punta, giustacuore, anassiridi (pantaloni) e faretre; di fronte nell’aria sono visibili le punte di lance e frecce nemiche. Dietro di loro sono due guerrieri con i capelli in un ciuffo, pilei, schinieri e corazze di lino, quella del secondo originariamente era bianca; il primo guida il secondo per il braccio destro, le altre braccia sono alzate. Sono seguiti da un altro guerriero con elmo, corazza di lino, scudo e spada. A poppa ci sono un altro arciere da tiro, come prima, e un timoniere con pedaliera (timone), di cui ora rimangono solo le braccia, entrambi si rivolgono verso sinistra.
Statuina in bronzo di un uomo che abbraccia una donna Età Arcaica 580-480 aC

in piedi su una base quadrata con fori in ogni angolo per i chiodi per attaccarlo a qualche oggetto. Entrambi hanno le braccia intorno alla schiena, lui ha la mano destra sul seno destro di lei, e con la mano sinistra lei regge la gonna della tunica. Entrambi indossano stivali a punta e mantelli drappeggiati sopra una spalla e mezzo diadema, con una folta frangia o rotolino di capelli che incornicia il viso da un orecchio all’altro; i capelli dell’uomo ricadono rigogliosi sulla schiena, mentre i capelli della donna sono arrotolati su uno sphendonè. Forse rappresenta Tinia (Zeus) e Uni (Hera).Le teste, gli occhi e le mani sono sproporzionatamente grandi e tipiche dei bronzi etruschi arcaici di piccola scala.Ci sono stati diversi suggerimenti sull’identità della coppia, ma una probabile identificazione è che siano Tinia e Uni, gli equivalenti etruschi di Zeus ed Era. È più probabile che rappresentino divinità che dedicatori.Anche se nell’artigianato etrusco saltellanti satiri e menadi sono spesso mostrati in intimi abbracci, questo è meno frequente tra gli esseri umani e tende a essere caratteristico delle coppie ‘sposate’, sottolineando l’importanza della coppia nella società etrusca. L’aspetto simile a Zeus dell’uomo e il fatto che entrambi indossino diademi suggeriscono che si tratti di una coppia aristocratica impegnata in “maestosi amori”, paragonabili all’attività di Zeus ed Era.

Statuina di Eracle e il leone di Nemea - Età Classica 480-320 aC
Statuetta in bronzo di Eracle (Ercle) che lotta con il leone di Nemea, probabilmente da un candelabro


Specchio in bronzo - Età Classica 480-320 aC
Specchio circolare in bronzo con manico mancante. Fusione a stampo con decorazione a rilievo. Al diritto è presente una palmetta sull’estensione. Perline su entrambi i lati sui bordi. Al verso profondo bordo di coppie di palmette contrapposte. All’interno del medaglione c’è una scena di Eracle (Ercle) che rapisce o lotta con Mlacuch. I nomi sono scritti sotto ogni figura: Mlacuch; Herecele.

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