PAUL GETTY MUSEUM - LOS ANGELES



Getty Center
Nel 1974, J. Paul Getty aprì un museo ricreando la Villa dei Papiri a Ercolano nella sua proprietà a Malibu, in California. Nel 1982, il museo è diventato il più ricco al mondo quando ha ereditato 1,2 miliardi di dollari. Nel 1983, dopo una crisi economica in quella che allora era la Germania Ovest, il Getty Museum acquisì 144 manoscritti medievali miniati dalla
Ludwig Collection di Aquisgrana, in difficoltà finanziarie;
scrivendo sul 
New York Times, John Russell disse della collezione,
«Uno dei più bei possedimenti del suo genere mai assemblato,
è certamente il più importante che è stato in mani private».

Nel 1997, il museo si è trasferito nella sua attuale posizione nel quartiere di 
Brentwood di Los Angeles; il museo di Malibu, ribattezzato "Getty Villa".


Getty Villa


Coppa su alto piede in bucchero - Età Arcaica 580-480 aC
Superfici nere lucide. Orlo arrotondato, labbro rientrante, vasca poco profonda con tre scanalature incise parallele in corrispondenza del labbro, su cui sono apposte quattro protomi femminili a rilievo. Lungo l’alto fusto cilindrico e la parte inferiore del piede a tromba sono presenti sette scanalature parallele.
Oinochoe in bucchero pesante con decorazione a rilievo - Età Arcaica 580-480 aC
 Superfici nere lucenti. Orlo trilobato, collo cilindrico distinto decorato con tre linee parallele a rilievo ravvicinate tra loro, corpo ovoide, piede ad anello rilevato, ansa a bastoncello contorniata da rotelle sull’orlo. Sulla spalla decorazione a rilievo con baccellature. Il corpo presenta  lacune in alcuni punti e una decorazione a rilievo composta da un fregio di cinque leoni incedenti verso sinistra, alternati a volute, entro due fasce plastiche campite da un motivo a spina di pesce inciso. Le figure rappresentate sono caratterizzate da tratti incisi per rendere i dettagli della criniera, della pelliccia e dei lineamenti del volto. L’ansa è decorata esternamente con una figura femminile a rilievo, probabilmente identificabile con la Potnia Theron
c.s.
Orlo trilobato, collo percorso da tre scanalature parallele, ansa a bastoncello terminante con rotelle laterali sull’orlo, corpo ovoide e piede lacunoso ad anello rilevato. Il corpo è decorato a rilievo con le seguenti figure separate tra loro da costolature verticali: un leone incedente verso sinistra, un guerriero a cavallo verso destra e un secondo leone incedente verso sinistra. I dettagli sono realizzati con incisioni. 


Coppia di candelabri in bronzo con figura danzante - Età Classica 480-320 aC
composto da un treppiede conformato a zampe leonine piuttosto sinuose su basette circolari, raccordate da tre palmette capovolte, sormontate da un rocchetto modanato, un fusto scanalato, un piattello rovesciato, un cilindro superiore modanato e da una ciambella di rebbi coronata da una cimasa figurata. Quest’ultima rappresenta un giovane danzante con crotali, gamba sinistra flessa e destra portante. Il personaggio maschile, con corta capigliatura e capo rivolto verso destra, indossa un mantello corto drappeggiato sulla spalle che lascia scoperto il resto del corpo dalla muscolatura accentuata. 
Statua di leone alato in tufo - Età Arcaica 580-480 aC
conservata nella porzione della testa e della parte superiore del corpo. La poderosa testa presenta fauci spalancate  e lingua pendula. Dal busto si dipartono ampie ali arricciate, con piumaggio reso
 mediante profonde scanalature.

Applique in bronzo con Usil - Età Arcaica 580-480 aC
divinità solare etrusca Usil che probabilmente decorava un carro, forse funebre. Il dio indossa una collana ed un diadema, la testa è circondata da raggi. Le ali, definite nel piumaggio, sono aperte lateralmente, così come le braccia. Il corpo è nudo salvo che per un mantello che poggia sulle spalle e ricade simmetrico ai lati del corpo. Nella parte inferiore del corpo, la figura si fonde con un elemento di congiunzione ampio e piatto decorato da linee ondulate, che rimandano alle onde del mare da dove il sole emerge all’alba 
e affonda al tramonto. L’iconografia attinge a un motivo comune nell’arte greca, 
ovvero quella del dio alla guida del carro solare.
Piede di thymiaterion i(incensiere) in bronzo - Età Arcaica 580-480 aC
è uno dei tre che in origine sostenevano un thymiaterion (bruciatore d’incenso); è costituito da una zampa felina, poggiante su una base quadrata, che nell’estremità superiore è fiancheggiata da due ali, il cui piumaggio è reso nel dettaglio. A cavallo della zampa, è raffigurato un giovane nudo che si appoggia all’indietro sui gomiti e tiene le mani sui fianchi. Sulla testa indossa un copricapo decorato da tre rosette, mentre la fronte è coperta da una frangia di capelli che ricadono in ciocche e simmetrici ai lati del volto, fino ai gomiti. Sul retro del piede è visibile parte dell’elemento che in origine sosteneva un angolo della base piramidale del thymiaterion.

Calice in bucchero a pareti ondulate - Età Arcaica 580-480 aC
uperficie nera e lucida con vasca carenata a pareti ondulate. L’alto piede a tromba presenta un anello nella parte superiore e due nella parte inferiore, separati da una profonda scanalatura.

Cimasa di candelabro in bronzo - Età Arcaica 580-480 aC
 rappresentante un arciere che in origine stringeva un arco nella mano destra, mentre al di sotto del braccio sinistro, steso lungo il corpo, tiene la faretra. Indossa una veste aderente decorata da un motivo a zig-zag inciso, così come i pantaloni e gli stivali a punta, mentre il copricapo è costituito da un berretto frigio a punta. Tali caratteristiche rimandano alla rappresentazione classica degli arcieri sciiti, comuni nell’arte greca del periodo; tuttavia, il mantello poggiato sulle spalle lascia ipotizzare che si tratti della rappresentazione di una divinità etrusca legata alla caccia. La statuetta poggia su una base circolare, indice della sua originaria collocazione sulla parte superiore di un candelabro.

c.s.
rappresentante un giovane nell’atto di indossare la sua armatura, mentre con le mani afferra i lembi della corazza e li tira in avanti per allacciarli. La corazza è decorata da file di cerchi o semicerchi punzonati e da una doppia fila di alette lungo il bordo inferiore, al di sotto del quale è visibile l’orlo decorato di una corta tunica. La forma della base sulla quale poggia indica come in origine
 decorasse la parte superiore di un candelabro.
 

Piede di cista in bronzo con Usil - Età Arcaica 580-480 aC 
Il piede di cista raffigura un giovane alato nudo con calcei alati ai piedi: si tratta del dio del sole etrusco, Usil. La divinità è rappresentata in ginocchio verso destra, secondo uno schema tipico della rappresentazione della corsa in età arcaica: le gambe sono di profilo, mentre la testa e il torso frontali. Le ali sono a forma di falce e aperte lateralmente, così come le braccia, e definite nel piumaggio da segni verticali e paralleli incisi. I capelli sono resi tramite segni incisi e coronati da una fila di perline. Il dio poggia al di sopra di una base costituita da più elementi: onde stilizzate e simmetriche rispetto al centro, una fila di perline, un capitello ionico piatto decorato da un triangolo rovesciato inciso, una zampa felina. Tale oggetto costituiva in origine uno dei tre piedi identici che sostenevano una cista, ovvero un contenitore cilindrico in bronzo 

tipicamente utilizzato per conservare i cosmetici. 


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