BAGNAIA frazione di VITERBO
BAGNAIA
frazione di VITERBO
Bagnaia - Piazza XX Settembre
CHIESA DI SANTA MARIA DELLA QUERCIA
cassa d'organo (sec. XVII)
pozzo di Bruno di Domenico da Settignano (sec. xvi)
Su base formata da due gradoni concentrici si alza la vera circolare dalla parete rigonfia da una decorazione a cordone. Su due plinti di elevano due lisce e robuste colonne con capitello jonico-fiorito che sorreggono una robusta trabeazione con fregio
pozzo di Bruno di Domenico da Settignano (sec. xvi)
Su base formata da due gradoni concentrici si alza la vera circolare dalla parete rigonfia da una decorazione a cordone. Su due plinti di elevano due lisce e robuste colonne con capitello jonico-fiorito che sorreggono una robusta trabeazione con fregio
Dal Mortier : " ... le colonne che sostengono l'architrave a cui è sospesa la catena, sono di un bell'aspetto e di elegante ornamentazione. Questo pozzo della Quercia, al contrario del chiostro è più antico di quella di Santa Maria in Gradi. e ancora il Signorelli "... pagati ducati 15 di carlini in giulii a M. Bruno di Domenico da Settignano per parte del cottimo della cisterna, per commissioni di maestro Ghalicuo soprastante..."
fontana sec. XVII
Fontana a doppio ordine, con vasca inferiore a pianta quadrilobata, poggiante su base doppia a gradini. Al centro si eleva un fusto con addossate quattro delfini stilizzati, sul quale poggia una vasca circolare con baccellatura esterna da cui si dipartono quattro zampilli uscenti da bocche di mascheroni simili a teste di leone. Al centro della suddetta vasca si eleva ancora un fusto rigonfio sul quale sono scolpite in bassorilievo nastri e mascheroni, sovrastato infine da un elemento circolare a sezione em
Fontana a doppio ordine, con vasca inferiore a pianta quadrilobata, poggiante su base doppia a gradini. Al centro si eleva un fusto con addossate quattro delfini stilizzati, sul quale poggia una vasca circolare con baccellatura esterna da cui si dipartono quattro zampilli uscenti da bocche di mascheroni simili a teste di leone. Al centro della suddetta vasca si eleva ancora un fusto rigonfio sul quale sono scolpite in bassorilievo nastri e mascheroni, sovrastato infine da un elemento circolare a sezione em
isferica, scolpito a rilievo con squamature
dodici apostoli (di Nebbia Cesare, 1601)
Apostoli rappresentati a mezza figura, ciascuno con i propri attributi;
Apostoli rappresentati a mezza figura, ciascuno con i propri attributi;
iscrizione dipinta sottostante con indicazione del nome
rilievo di Bregno Andrea (sec. XV)
Nella parte terminale del Tempietto culmina l'arco frontonato decorato al sommo da una palmetta stilizzata a volute e lateralmente poggianti su piccole basi delle bocce affusolate e scanalate simili a torcieri di monumenti funerari. Nell'interno della lunetta, sotto la chiave di volta è raffigurato il busto del Padre Eterno Benedicente circondato da cherubini.
Nella parte terminale del Tempietto culmina l'arco frontonato decorato al sommo da una palmetta stilizzata a volute e lateralmente poggianti su piccole basi delle bocce affusolate e scanalate simili a torcieri di monumenti funerari. Nell'interno della lunetta, sotto la chiave di volta è raffigurato il busto del Padre Eterno Benedicente circondato da cherubini.
Nella fascia soprastante limitata da cornici a ovuli sono raffigurati angeli musicanti
reliquiario architettonico . a tempietto di Bregno Andrea (sec. XV)
l basamento è decorato con specchiature di marmo verde profilato di rosso; mentre l'alzato è diviso spazialmente da quattro pilastrini scanalati la cui base è decorata con piccole querce a bassorilievo, sormontate da capitelli compositi i pilastrini sono collegati tra loro da una trabeazione sostenente un timpano triangolare, al di sopra della quale una lunetta semicircolare è decorata a bassorilievo con grande finezza coronata da un motivo ornamentale a forma di palmetta,
l basamento è decorato con specchiature di marmo verde profilato di rosso; mentre l'alzato è diviso spazialmente da quattro pilastrini scanalati la cui base è decorata con piccole querce a bassorilievo, sormontate da capitelli compositi i pilastrini sono collegati tra loro da una trabeazione sostenente un timpano triangolare, al di sopra della quale una lunetta semicircolare è decorata a bassorilievo con grande finezza coronata da un motivo ornamentale a forma di palmetta,
mentre ai lati due bocce allungate completano l'insieme
battesimo di Gesù di Sebastiano del Piombo (scuola) prima metà sec. XVI
Domina la monumentale figura del Cristo al centro che volge il capo e il corpo verso destra da cui, in alto si scopre parte del braccio del Battista, che occupava parte della tavola, ora mancante. Un angelo dalle ali spiegate, San Giovanni e Sant'Antonio che guardano verso il precursore di Cristo, mentre scende dall'alto lo Spirito Santo. La luminosità poco contrastata data dalla scena
Domina la monumentale figura del Cristo al centro che volge il capo e il corpo verso destra da cui, in alto si scopre parte del braccio del Battista, che occupava parte della tavola, ora mancante. Un angelo dalle ali spiegate, San Giovanni e Sant'Antonio che guardano verso il precursore di Cristo, mentre scende dall'alto lo Spirito Santo. La luminosità poco contrastata data dalla scena
conferisce alla figura un aspetto opaco e rende i colori spenti
mostra di porta (secondo quarto sec. XVI)
Paraste e architrave lisce con coronamento a cornice aggettante modanata a gola.
Paraste e architrave lisce con coronamento a cornice aggettante modanata a gola.
Al centro dell'architrave stemma cardinalizio
La presenza dello stemma riconduce il portale al periodo di possesso del Casino di caccia da parte del Cardinale Nicolò Ridolfi, nipote di Leone X Medici, successivamente alla morte di Ottaviano Riario (1523) ed entro il 1550, data di morte di Nicolò
portale (inizio sec. XVI)
Il portale rettangolare ha stipiti lisci in peperino con architrave sorretta da due mensolini posti nell'intradosso della porta, che seguono nella forma, la sagoma di due ampie volute.
Il portale immette dal Chiostro grande del convento
Il portale rettangolare ha stipiti lisci in peperino con architrave sorretta da due mensolini posti nell'intradosso della porta, che seguono nella forma, la sagoma di due ampie volute.
Il portale immette dal Chiostro grande del convento
portale (fine XVI/inizio XVII)
Il portale è incorniciato da due lesene che poggiano su alti plinti. Sopra la trabeazione, al centro dell'arco è lo stemma Ridolfi
Il portale è incorniciato da due lesene che poggiano su alti plinti. Sopra la trabeazione, al centro dell'arco è lo stemma Ridolfi
la facciata come il portale fu restaurato all'epoca del cardinale Nicolò Ridolfi (1538-1550) a Bagnaia.
sostengono i pilastri e l'arcata bugnata
Villa Lante Della Rovere - Bagnaia
Bagnaia - Villa Lante
attr. GHINUCCI TOMMASO (SEC, XVI)
La Fontana del Quadrato, ricordata dalle fonti contemporanee nel resoconto di due visite alla villa, quella di Gregorio XIII il 10 settembre 1578 e quella di Michel de Montaigne il 30 settembre 1581 (M.de Montaigne, "Journal du voyage en Italie en 1580 et 1581" Rome-Paris 1774), era costituita dalla medesima pianta e partizione, ma al centro aveva una struttura circolare terrazzata coronata da una piramide, come si vede nella veduta della Villa affrescata nella loggia della Pallazzina Gambara. Nelle quattro peschiere angolari al posto delle navicelle erano statue di tritoni, poi ricollocate nella Fontana di Pegaso. Il progetto originale ha probabilmente visto il concorso del Vignola, cui il Cardinale Gambara si era indirizzato attraverso Alessandro Farnese nel 1569, mentre la realizzazione e le opere idrauliche furono dirette da Tommaso Ghinucci. Dopo il 1590, passata la Villa al Cardinale Montalto, il corpo centrale venne sostituito con i Quattro Mori, gruppo encomiastico del nuovo committente, opera probabilmente riconducibile a Giovanni Guerra (Fagiolo 2005)
fontana monumentale
Portale con arco e trabeazione decorata a metope e triglifi. Coronamento a timpano triangolare.
Sul fronte verso il borgo corpo centrale a bugnato rustico a cuscino; sul fronte verso il giardino corpo centrale a bugnato rustico squadrato tra due colonne sorreggenti la trabeazione
e decorato sopra la chiave dell'arco da rilievo di testa leonina
Il ciclo di pitture murali è costituito da un fregio nella fascia superiore delle pareti in cui è rappresentata una serie di Cesari, finte sculture a monocromo all'interno di edicole coronate da timpano triangolare spezzato. Alternati ai Cesari sono riquadri con paesaggi in gran parte fantastici, riquadri a grottesca e riquadri con stemmi: drago Boncompagni, chiavi incrociate di San Pietro, leone alato della Serenissima, aquila imperiale di Carlo V. Agli angoli monocromi di cariatidi.
Ercole nel giardino delle Esperidi
decorazione plastico-pittorica, complesso decorativo
(Raffaellino da Reggio sec. XVI)
architettura illusionistica
Apollo e le muse tra paesaggi
figure allegoriche femminili/ vaso con fiori/ angioletti con anfora (Tassi Agostino, sec. XVII)
grottesche di Cesari Giuseppe detto Cavalier d'Arpino
portale - ad arco ribassato (sec. XVIII)
Portale a bugnato con architrave coronato da arco ribassato su mensole
Portale a bugnato con architrave coronato da arco ribassato su mensole
e rilievo di aquila coronata sull'imposta
I due portali laterali vennero eretti dal Cardinale Federico Marcello Lante della Rovere, cui si deve anche la modifica del portale d'ingresso con l'apposizione dell'aquila, emblema della famiglia
mostra di portale (primo quarto sec. XVI)
Paraste e architrave lisce con coronamento a cornice aggettante modanata a gola.
Paraste e architrave lisce con coronamento a cornice aggettante modanata a gola.
Al centro dell'architrave stemma cardinalizio
La presenza dello stemma riconduce l'opera alle prime fasi di costruzione del Casino da parte del Cardinale Raffaele Riario (1505-1521)
La presenza dello stemma riconduce l'opera alle prime fasi di costruzione del Casino da parte del Cardinale Raffaele Riario (1505-1521)





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