BAGNOREGIO E CIVITA

 BAGNOREGIO E CIVITA



Alcuni reperti di epoca preistorica lasciano il posto a più numerose testimonianze etrusche (specialmente la rupe di San Francesco Vecchio), nell'area di Civita. Bagnoregio ricadeva infatti nel dominio dell'antica Volsinii (Orvieto).

Secondo una leggenda, il re Desiderio (morto nel 774) sarebbe stato guarito da una grave malattia, grazie proprio alle acque termali che scaturivano nei pressi della località.


Bonaventura da Bagnoregio (Bagnoregio1217/1221 – Lione15 luglio 1274)
 è stato un cardinalefilosofo e teologo italiano. Denominato Doctor Seraphicus
studiò e insegnò alla Sorbona di Parigi e fu amico di san Tommaso d'Aquino
 e di Hughes de Saint-Cher, dal quale fu influenzato.

Il santo in una tempera ad olio di Vittore Crivelli, dipinta attorno al 1500
San Bonaventura da Bagnoregio (di Santi di Tito - cerchia) (fine sec. XVI) 
San Girolamo e San Francesco d'Assisi (Giacomo da Campli - cerchia. seconda metà sec. XV)
Le due tavole costituiscono i pannelli laterali di un polittico avente presumibilmente al centro la Madonna con il Bambino. In passato si presentavano uniti ad altri due pannelli raffiguranti San Bonaventura da Bagnoregio e San Sebastiano (Pinacoteca Civica Teramo)
Palazzo Arcangeli
Piazza Sant'Agostino
Palazzo Vescovile (sec. XIV)
Palazzo Alemani (sec. XIV)
Palazzo Cristofori (sec. XVI)
Palazzetto, p.za Mazzini, 25-35 (XIV)
Palazzo, c.so Mazzini, 47-53 (sec. XVI)
fontana a fusto, sec. XVI, p.za di Porta Albana
Vasca a terra circolare con parapetto in pietra scandito da quattro pilastrini posti in corrispondenza degli assi mediani e sovrastati da sfere che interrompono il percorso del mancorrente in ferro battuto. Vasca centrale circolare, sostenuta da un tronco di colonna rudentata, con base baccellata su zoccolo quadrangolare
fontana monumentale (sec. XIX) (vedi Farnese)
Fontana divisa da due colonne con capitello in tre riquadri delimitati da due paraste sorreggenti trabeazione modanata su cui si eleva una cimasa a volute con quattro globi e al centro stemma della città: una farnia. Sotto: tre vasche, quella centrale con mascherone e vasca inferiore, quella laterale entro nicchia. La fontana di pietra basaltina di Bagnoregio, fu eseguita nel 1887 in occasione dei lavori per portare l'acqua dalla sorgente della Botte alla città

DA. LA SAPIENZA - UNIVERSITÁ DI ROMA
Punta di freccia foliata peduncolata (Neolitico)
 in selce di colore grigio chiaro con piccola frattura della punta. Il profilo dei bordi e della punta è rettilineo, le spalle sono concave, il peduncolo è a lati convergenti e base convessa.
 La sezione è biconvessa; il ritocco, molto curato, è coprente bifacciale a scaglie
c.s.
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pilastrino, frammento (fine sec. VIII/inizio IX)
c.s.
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pluteo, frammento (sec. IX)
Lungo due lati del frammento corre una cornice formata da una treccia di nastri bisolcati 
posta fra due listelli . All'interno di questo bordo un nastro bisolcato traccia dei girali 
che racchiudono rosette rotanti e a quattro petali, gigl e fiori stilizzati
lavabo da sacrestia (sec. XII)
Vasca rettangolare scolpita sulla fronte con teste umane e lobi stilizzati. Cornice a tondino
sigillo del capitolo di Bagnoregio secc. XII - XV (palazzo Venezia - RM)
Cristo seduto alla destra di Dio Padre con angeli e santi (sec. XIV)
dipito di Pacino di Buonaguida (notizie 1303-1339)

MAESTRO DELL'ALBERO DELLA VITA
Albero della Vita
Annunciazione
Guidino de' Suardi, nobile bergamasco celebre per la sua devozione, l'avrebbe fatto dipngere nel 1347, chiedendo al pittore di seguire minuziosamente il testo che al "Lignum Vitae" aveva dedicato padre Bonaventura da Bagnoregio nel 1260.I n effetti, l'iconografia è strettamente aderente al testo del frate francescano, che aveva ideato quell'immagine per meglio imprimere nella memoria dei fedeli i fatti principali della vita di Cristo: un grande albero, con la figura di Cristo crocifisso al centro e dodici rami, sei per lato, da cui pendono per ciascuno quattro tondi con scene della vita del Salvatore; sopra ogni tondo, il ramo reca un cartiglio con una iscrizione tratta dal testo di San Bonaventura
Adorazione dei Pastori (1347)
 anonimo artista di raffinata cultura ricca di elementi lombardi ed emiliani, 
convenzionalmente chiamato, appunto, "Maestro dell'Albero della Vita"
Adorazione dei Re Magi
Sacrificio di Isacco
Circoncisione di Gesù Bambino
Presentazione di Gesù al tempio

Reliquiario architettonico . ambito toscano (prima metà sec. XIV)
Santa Chiara (scomparto di polittico) di Giovanni di Paolo (sec. XV)
Santa Scolastica e donatore (di Giovanni di Paolo, sec. XV)
S. Nicola da Tolentino (di Martino di Bartlomeo, sec, XV)
S. Agostino e donator, angelo annunziante (di Martino di Bartoomeo, sec. XV)
Madonna con Bambino in trono (primo  quarto sec. XV)
Madonna con Bambino in trono con S. Bartolomeo e S. Giacomo maggiore 
dipinto del Pastura (maniera) (fine sec. XV)
tabernacolo murale (sec. XI/sec. XV)
Mostra di pietra scolpita con fiori quadrilobi e dischi, posti ai lati di una sagoma a forma di arco ogivale trilobo. Sportello in legno a due ante con serratuta e cardini 
con terminazioni a giglio in ferro battuto
navicella portaoncenso - a doppia valva (sec. XVI)

fonte battesimale . ambito romano (sec. xvi)
Fonte battesimale a fusto, con vasca circolare coperta da cupoletta su tamburo ottagonale. 
Sul tamburo si apre uno sportello di legno dorato
databile al XV secolo; non è accertata la data del suo inserimento nel fonte
ciborio (sec. XVII)
Santa Margherita d'Antiochia (?) (inizio sec. XVII)
Madonna con Bambino (sec. XVIII)
Madonna del Buon Consiglio (sec. XVIII)
S. Vittoria e S. Teresa(sec. XIX)
L'artista e il committente, vescovo di Bagnoregio, appartenevano all'ordine dei Carmelitani Scalzi. Fra Silvestro, al secolo Quirino Reali, compì il suo alunnato presso il pittore nazareno Federico Overbeck. Le decorazioni architettoniche in finto stucco furono realizzate negli stessi anni dal pittore, non altrimenti noto, Achille Monti
cassa d'organo (sec. XIX)
Arco inquadrato da paraste doriche scanalate e rudentate, architravate e affiancate da volute
Lo strumento è datato da un'iscrizione al 1858. L'organaro è Paparozzi di Bagnoregio
cassa d'organo (inizio sec. XX)
Prospetto della cassa a serliana su lesene doriche, culminante con una cornice aggettante
Sulla canna centrale dello strumento è inciso: MORETTINI./ MCMVII. 
Si tratta dell'organaro A. N. Morettini di Perugia


MAIOLICA (seconda metà sec. XVII)
Museo Nazionale di Palazzo Venezia - RM
alberello
Corpo cilindrico, piede appena accennato, ampia bocca con bordo estroflesso. Fascia centrale con l'iscrizione intorno alla quale si dispongono motivi vegetali in monocromia blu
piccolo piede svasato, corpo rastremato al centro tra due rigonfiamenti verso il piede e sulla spalla, bocca con orlo leggermente estroflesso. Decorato con girali di foglie di vite e fiori in monocromia azzurro scuro con un cartiglio a nastro nella parte mediana, recante l'iscrizione e con la raffigurazione, in alto, di un cherubino ad ali spiegate e, in basso di s. Benedetto entro un ovale, accompagnato dalle iniziali SB
brocca
corpo ovoidale su largo piede appena svasato; breve collo con orlo leggermente estroflesso; cannello a tubetto contrapposto ad un'ansa scanalata verticalmente e terminante in due volute serpentiformi appiattite ed un bottone centrale. Decorata con girali di foglie di vite e fiore in monocromia azzurro scuro, con un cartiglio nella fascia mediana recante l'iscrizione e, al di sotto, con la raffigurazione di s. Benedetto, accompagnata dalle iniziali S B, entro un ovale
reliquiario - a ostensorio - ambito romano (metà sec. XIX)
Poggia su zoccolo ligneo. Piedi leonini, base trapezoidale fitomorfa; fusto formato da due angeli stanti, dai quali partono due rami di giglio che incorniciano la teca ovale. Crocetta apicale
Pavone, colomba (fine/inizio sec.VIII-IX)
Databile sulla base di confronti con la produzione dell'alto Lazio (Raspi Serra J., 1974, p. 41). Il frammento proviene forse da un ambone, collocato nella chiesa distrutta di S. Giacomo


Civita venne fondata 2500 anni fa dagli Etruschi su una delle più antiche vie d'Italia, che congiungeva il Tevere (allora grande via di navigazione dell'Italia centrale) al lago di Bolsena




Chiesa di San Donato. vescovo e martire





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