BASSANO ROMANO
BASSANO ROMANO
La prima attestazione dell'abitato risale al 1077 ma è probabile che esistessero nuclei addensati già tre secoli prima, quando dal territorio partì la spedizione che prese Sutri e la tenne per 140 giorni, fino all'intervento di re Liutprando (690-744). Nel 1160 Si dice che un certo Enotrio Serco abbia costruito quello che poi diventerà un palazzo principesco con affreschi di illustri artisti, ad opera degli Anguillara di Ceri prima e poi di Vincenzo Giustiniani. L'imperatore Enrico VII di Lussemburgo, recandosi a Roma per l'incoronazione, il 5 Maggio 1312 venne a pernottare a Bassano, che era sotto il controllo del Prefetto Manfredi che lo accompagnava. Nel 1364, all'epoca dell'Albornoz, troviamo Signore di Bassano Riccarduccio di Puccio.
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https://www.bassanoromano.info/
CON TANTE FOTO SUI MONUMENTI E NOTIZIE UTILI.
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I lavori più massicci vennero tuttavia svolti nel corso del XVII secolo, per committenza del marchese Vincenzo Giustiniani. I Giustiniani si trasferirono qui dopo circa 300 anni di residenza nell'isola di Scio (oggi Chio), base mercantile della famiglia genovese nell'Egeo, in cerca di un luogo tranquillo a seguito dell'invasione dei turchi.
Volte a grottesche
Galleria affrescata da Francesco Albani
Dipinti del Domenichino
CHIESA DI SAN GRATILIANO
il santo martire fu giustiziato alle rive di un torrente tra Falerii e Falerii Novi (Civita Castellana)
con una tragica decapitazione, era il 12 agosto del 313 d.C.
in Bassano Romano erano proprietari del palazzo e della villa estiva.
Ricalca lo stile architettonico definito da Jacopo Barozzi da Vignola.
Statua marmorea di Michelangelo Buonarroti
opera del giovane Michelangelo, scolpita durante il soggiorno romano del grande maestro negli anni 1514-16, precedente di alcuni anni quella che si conserva nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva, a Roma.
Il geniale scultore la lasciò incompiuta a motivo di una vena nera o pelo nero, riscontrata nel marmo sulla guancia sinistra del Redentore, per cui decise di smettere, a opera ormai quasi ultimata. Ne fece dono, senza compenso alcuno, all'amico committente Metello Vari, il quale, in segno di stima e gratitudine, gli mandò un puledro. Nel 1607 il pezzo è sul mercato antiquario e non poteva sfuggire all'attenzione del grande mecenate e intenditore d'arte, il marchese Vincenzo Giustiniani, che l'acquistò, arricchendo la sua già cospicua galleria di statue antiche e successivamente destinandola al mausoleum di famiglia a Bassano Romano.





















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