BOLSENA
BOLSENA
Bolsena, dopo che i Romani ebbero distrutto la più antica città etrusca di Velzna (Volsinii), odierna Orvieto, fu fondata nel 264 a.C. col nome latino di Volsinii Novi (Nuova Volsinii).[5][6][7]
Il luogo visse un periodo di notevole prosperità economica, grazie alla sua collocazione sulla strategica Via Cassia, che partiva da Roma e attraversava la città di Sutri.
di Robusti Domenico detto Tintoretto (1560/1635) Palazzo Bardini, Firenze
Eretto intorno al 1561 per volere del Cardinale Tiberio Crispo come dimora personale, il Palazzo sorge nel centro storico della cittadina lacustre, prospicente la fontana medicea di San Rocco. Realizzato dagli architetti Simone Mosca e Raffaello da Montelupo, dopo l’allontanamento del Cardinale da Bolsena, il Palazzo fu diviso tra le famiglie Cozza e Caposavi.
Intorno alla metà del ‘700 ha subito un nuovo intervento edilizio ad opera dell’architetto De Dominicis, con l’inglobamento di un altro edificio denominato Ospizio della Corona.
BOLSENA MEDIEVALE CASTELLO E MUSEO
CASTELLO MONALDESCHI DELLA CERVARA
La storia del castello è legata a papa Adriano IV ed inizia nel 1156. Questi era preoccupato per le sorti del territorio sotto minaccia di Federico Barbarossa. Nel 1295 la Rocca passò ai Monaldeschi, nel XIV secolo la fortezza venne ristrutturata e furono potenziate le mura difensive. Il restauro avvenne tra il 1989 e il 1990, oggi nei suoi locali è ospitato il Museo territoriale del lago di Bolsena.

Bolsena, Via Francesco Cozza. Facciata di palazzo
con reimpiegati cippi etruschi a forma di testa umana.
La Chiesa del Santissimo Salvatore ha origini antiche e la sua costruzione risale al XII secolo. Situata nel centro storico di Bolsena, la chiesa presenta uno stile architettonico romanico.
(Insediamento del Gran Carro)
Seconda metà dell' VIII secolo a.C.
All'interno del Museo, nella teca che accoglie le iscrizioni etrusche rinvenute negli scavi di Poggio Moscini trovano posto due anse di particolari anfore, che hanno la superficie con ingubbiatura di colore rossiccio. Si tratta di vasi prodotti da VEL CAZLANIES, che orgogliosamente - data anche la foggia particolare dei pezzi - volle "bollare" questi manufatti, realizzati nella sua officina tra la fine del III e la prima metà del II sec. a.C. Il nome gentilizio (che corrisponde al cognome) del nostro Vel è esclusivo nel territorio volsiniese, e secondo alcune ipotesi sarebbe da accostare al toponimo "Casilinum". Assolutamente interessante è l'accostamento al gentilizio Caslanius, un personaggio che circa un secolo dopo Vel bollò dei laterizi rinvenuti nella zona di Norcia, l'antica Nursia.
Sul ventre - secondo una prassi che accomuna l'intero territorio volsiniese - è profondamente incisa l'iscrizione "suthina", che possiamo tradurre come "tombale" ("suthi" è la parola che in etrusco significa "tomba", mentre -na è un suffisso che indica la pertinenza). La presenza di questo testo sancisce l'appartenza di questo oggetto alla sfera del mondo funerario.
orlo svasato, collo a pareti convesse, spalla prominente, ansa ad anello impostata tra collo e massima espansione; decorazione costituita da motivi a "N" ramificati isolati sia sul collo, sia sulla spalla eseguiti a pettine, meandri sopra e sotto l'ansa eseguiti a falsa cordicella
labbro estroflesso trilobato con orlo obliquo. Corpo a forma di anatra stilizzata a sviluppo diagonale, con collo concavo, ventre panciuto, piede ad echino rovesciato con listello a rilievo sulla faccia superiore, decorato inferiormente da iscrizione e fondo concavo con tre cerchi concentrici incisi. Ansa a nastro decorata da doppia nervatura centrale, impostata sull''orlo e sul punto di massima espansione del corpo. Poggiapollice a forma di linguetta piatta protesa sull''imboccatura; attacco inferiore conformato a foglia d''edera cuoriforme, distinta dal fusto tramite due listelli orizzontali e divisa in due da una linea incisa verticale. Vaso laminato, ripiegato sul labbro e ripassato al tornio. Fondo e anse fusi, saldati al vaso. Decorazione a matrice e al bulino. Iscrizione incisa
labbro estroflesso con orlo verticale distinto e decorato da una costolatura orizzontale, vasca ampia e bassa a profilo continuo e fondo piano. Ansa orizzontale a maniglia ellittica, di verga a sezione quadrangolare dai lati convessi, decorata sul lato esterno da quattro costolature orizzontali scanalate e interrotta al centro da un elemento sferoidale tra due fascette scanalate, da ognuna delle quali nascono due foglie allungate con lancetta centrale. Piastra di attacco cuoriforme sormontata da cinque rigonfiamenti verticali e decorata da una palmetta capovolta a undici foglie, con attaccatura a fascia orizzontale scanalata e cornice di nervature fitomorfe che si concludono in basso in due volute simmetriche e in un'' escrescenza arrotondata centrale. Vaso in lamina ribattuta e tornita. Ansa fusa a cera persa e saldata per brasatura. Decorazione a matrice rifinita con bulino
bocca con largo becco obliquo e due piccoli lobi laterali, labbro ingrossato distinto con orlo diritto decorato da linee incise a reticolo; spalla alta e svasata, corpo con profilo a "S", fondo indistinto ad anello con cuppella centrale. Ansa sormontante a bastoncello di sezione poligonale con profilo sinuoso, impostata sul labbro e sul ventre. Largo anello al di sopra dell''imboccatura, con poggiapollice rilevato sul punto di massima altezza. Attacco superiore costituito da una spessa placchetta allungata, attacco inferiore conformato a foglia lanceolata. Vaso laminato e lavorato al tornio, con fondo eseguito a parte, ansa fusa e congiunta superiormente con due chiodi di diverse dimensioni, inferiormente per saldatura

Getty Museum NY
Statuetta con dedica a Selvans Tularia.
Questa statuetta votiva in bronzo raffigurante un giovane nudo, forse un atleta, potrebbe aver tenuto un oggetto nella mano sinistra, mentre la destra poggiava sul fianco. È in posizione di contrapposto, con il peso sulla gamba sinistra e la gamba destra avanzata e flessa. I capelli striati sono trattati in modo sommario, pettinati all'indietro dalla fronte e dalla tempia, e verso l'alto sulla nuca, apparentemente arrotolati attorno a una fascia invisibile nella parte posteriore. Sul lato del cofano è incisa un'iscrizione dedicatoria in etrusco: "ECN:TURCE:AVLE:HAVRNAS:TUTHINA:APANA:SELVANS[:]TULARIAS". Traduzione: "Avle Havrnas diede questa [per o nella] tuthina (probabilmente riferita a un distretto rurale o villaggio) del padre a Selvans dei confini". Il nome Havrnas è attestato nella regione di Bolsena.
Paio di orecchini in oro: disco con bordo perlato in rilievo e fiore a quattordici petali; dietro il disco è saldato un gancio con sospesa la figura di Nike, composta da due lamine in rilievo.
cane in piedi con la testa rivolta all'indietro sopra la spalla destra.
Specchio in bronzo inciso e inciso con Menrva (Atena) che tiene in braccio il bambino Maris Husrnana, con Turan (Afrodite) e Laran in piedi nelle vicinanze. Le figure centrali sono affiancate da Turms (Hermes) e Amamtunia, che tengono entrambi in braccio i bambini chiamati Maris. La scena potrebbe simboleggiare le tre vite del dio Laran (Marte). L'esergo superiore raffigura la dea dell'alba sul suo carro trainato da quattro cavalli. L'estensione inferiore è a coda di rondine e raffigura Ercle (Eracle) su una zattera. Lo specchio è stato fuso con un codolo. Sull'altro lato dello specchio è incisa Suthina.

















































































































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