BOLSENA

 BOLSENA

Storia


Bolsena e il suo lago

Gran Carro (Insediamento perilacustre) - Bolsena

I resti dell’insediamento si trovano su un basso fondale pianeggiante, in gergo chiamato “bassura o piano” che degrada dolcemente dalla linea di costa attuale a 304 s.l.m. Al tempo dell’occupazione antica, l’insediamento si trovava all’asciutto, in mezzo ad una vasta pianura costiera di estensione maggiore di quella attuale e la posizione doveva essere strettamente legata allo sfruttamento delle varie risorse offerte dal sistema lacustre. Il complesso archeologico si articola in diversi settori distinti e contigui: il primo è costituito dall’area occupata dai resti di strutture palafitticole attribuibili integralmente alla Prima età del Ferro; il secondo è costituito da una struttura artificiale a pianta ellittica di 60 x 80 metri, la cosiddetta Aiola, formata da pietrame informe, ancora parzialmente indagata e che ha restituito materiali attribuibili dalla prima età del Ferro all’epoca romana (III-IV sec.); il terzo, di recente rinvenimento si trova immediatamente a NO dell’Aiola ed è costituito da resti di abitazioni ancora della prima età del Ferro con strutture fondate direttamente a terra e non su palafitta; un quarto settore è costituito da resti di manufatti e pali in legno di grandi dimensioni concentrati a SO dell’Aiola attribuibili alla prima età del Ferro. 


Bolsena _Panorama

Bolsena, dopo che i Romani ebbero distrutto la più antica città etrusca di Velzna (Volsinii), odierna Orvieto, fu fondata nel 264 a.C. col nome latino di Volsinii Novi (Nuova Volsinii).[5][6][7]

Il luogo visse un periodo di notevole prosperità economica, grazie alla sua collocazione sulla strategica Via Cassia, che partiva da Roma e attraversava la città di Sutri.



Bolsena_Chiesa_di_Santa_Cristina
La prima notizia dell’esistenza della chiesa romanica di Santa Cristina, 
elevata da papa Paolo VI a rango di basilica minore, si trova in un documento del 1115. 
La tradizione ne attribuisce tuttavia la costruzione alla volontà di Matilde di Canossa (1046-1115), 
devota di Santa Cristina e al papa Gregorio VII (1015-1085), 
sulla base di una basilica probabilmente paleocristiana.
martirio di Santa Cristina (XVI/XVII ssec.)
di Robusti Domenico detto Tintoretto (1560/1635) Palazzo Bardini, Firenze





messa di Bolsena (di Ugolino di Prete) (sec. XIV
prelievo del Corporale


vita di Santa Caterina (di Pordenone) (sec. XVI)
Sulla parete destra della cappella, sopra la tela con il "Matrimonio mistico di Santa Caterina", si trova la lunetta con il "Martirio della Santa"; sulla parete di sinistra il grande affresco con la "Disputa di Santa Caterina" e sopra la lunetta con la "Decapitazione della Santa". I pilastri sono decorati con putti alternati a strumenti musicali, elmi, corazze, lance e spade; i due sottarchi sono decorati a fasce di putti, su fondo oro, con strumenti musicali e animali. Nel tamburo della cupola sono affrescate cinque sante: Santa Barbara, Sant'Elena, Santa Maria Maddalena, Sant'Agata e Santa Margherita; sulle vele della cupola sono raffigurati Apostoli alternati a fasce di putti, al centro delle quali, in un medaglione monocromato, sono dipinti momenti della Passione del Signore. Al centro della cupola, intorno all'apertura della lanterna, una corona di putti che tengono nastri ed encarpi



Eretto intorno al 1561 per volere del Cardinale Tiberio Crispo come dimora personale, il Palazzo sorge nel centro storico della cittadina lacustre, prospicente la fontana medicea di San Rocco. Realizzato dagli architetti Simone Mosca e Raffaello da Montelupo, dopo l’allontanamento del Cardinale da Bolsena, il Palazzo fu diviso tra le famiglie Cozza e Caposavi.

Intorno alla metà del ‘700 ha subito un nuovo intervento edilizio ad opera dell’architetto De Dominicis, con l’inglobamento di un altro edificio denominato Ospizio della Corona.


Bolsena_Palazzo Cozza-Caposavi

Bolsena_Palazzo Cozza-Caposavi

Bolsena_Palazzo Cozza-Caposavi

Bolsena_Palazzo Cozza-Caposavi

Bolsena_Palazzo Cozza-Caposavi


Bolsena_Palazzo Del Drago

Bolsena_Palazzo Del Drago

Bolsena_Palazzo Del Drago

Bolsena_Palazzo Del Drago

Bolsena_Palazzo Del Drago

Bolsena_Palazzo Del Drago

 BOLSENA MEDIEVALE CASTELLO E MUSEO

CASTELLO MONALDESCHI DELLA CERVARA

La storia del castello è legata a papa Adriano IV ed inizia nel 1156. Questi era preoccupato per le sorti del territorio sotto minaccia di Federico Barbarossa. Nel 1295 la Rocca passò ai Monaldeschi, nel XIV secolo la fortezza venne ristrutturata e furono potenziate le mura difensive. Il restauro avvenne tra il 1989 e il 1990, oggi nei suoi locali è ospitato il Museo territoriale del lago di Bolsena.


Federico Barbarossa



























Lapide con lo stemma dei Medici (cortile)

























Bolsena, Via Francesco Cozza. Facciata di palazzo
con reimpiegati cippi etruschi a forma di testa umana.


CHIESA DEL SS SALVATORE






La Chiesa del Santissimo Salvatore ha origini antiche e la sua costruzione risale al XII secolo. Situata nel centro storico di Bolsena, la chiesa presenta uno stile architettonico romanico.







 

MUSEO TERRITORIALE DEL LAGO DI BOLSENA
Piani del  Castello

Anfora VILLANOVIANA
(Insediamento del Gran Carro)

Morso equinio in bronzo, da Bisenzio (Capodimonte)
Seconda metà dell' VIII secolo a.C.

Trono




Melona. Cratere in ceramica argentata.

Melona. Oinochoe in ceramica argentata. 

 Oinochoe in ceramica a vernice nera


Kantharos in ceramica a vernice nera
Foto da: https://www.facebook.com/MuseoBolsena

Iscrizione sul cippo di Thania Alsinei


Anforisco in pasta vitrea


Oscillum da Poggio Moscini


Grande sarcofago Dionisiaco


Poggio Moscini. Lastra fittile raffigurate un putto. Dal sacello di Venere

Tempietto Area delle Pitture di Volsinii





Vel Cazlanies, un vasaio volsiniese.
All'interno del Museo, nella teca che accoglie le iscrizioni etrusche rinvenute negli scavi di Poggio Moscini trovano posto due anse di particolari anfore, che hanno la superficie con ingubbiatura di colore rossiccio. Si tratta di vasi prodotti da VEL CAZLANIES, che orgogliosamente - data anche la foggia particolare dei pezzi - volle "bollare" questi manufatti, realizzati nella sua officina tra la fine del III e la prima metà del II sec. a.C. Il nome gentilizio (che corrisponde al cognome) del nostro Vel è esclusivo nel territorio volsiniese, e secondo alcune ipotesi sarebbe da accostare al toponimo "Casilinum". Assolutamente interessante è l'accostamento al gentilizio Caslanius, un personaggio che circa un secolo dopo Vel bollò dei laterizi rinvenuti nella zona di Norcia, l'antica Nursia.

In località Melona, a sud di Bolsena, venne scoperta la tomba a camera di una famiglia etrusca. Il sepolcro si data tra l'inizio e la seconda metà del III sec. a.C. e, nonostante lo spietato saccheggio, ha restituito alcuni splendidi reperticome la raffinatissima ansa di un vaso in bronzo, che restituisce l'immagine una figura femminile nuda.

Sul ventre - secondo una prassi che accomuna l'intero territorio volsiniese - è profondamente incisa l'iscrizione "suthina", che possiamo tradurre come "tombale" ("suthi" è la parola che in etrusco significa "tomba", mentre -na è un suffisso che indica la pertinenza). La presenza di questo testo sancisce l'appartenza di questo oggetto alla sfera del mondo funerario.

Lucerna da Volsinii

QUELLO CHE NON C'È...
DAL MUSEO DI VILLA GIULIA
PERIODO VILLANOVIANO (INIZIO ETÀ DEL FERRO (X - XI sec.)
Area archeologica demaniale di Poggio Moscini

vaso biconico/vaso a collo; orlo svasato distinto, collo a pareti rettilinee distinto dalla spalla, ampia spalla arrotondata prominente, fondo piatto; decorazione costituita da scanalature nel collo, serie di elementi a zig-zag eseguiti a pettine, almeno nove metope tutte differenti sulla massima espansione; una delle metope rappresenta un motivo ornitomorfo; 
motivi a "sole" tra una metopa e l'altra; probabilmente monoansato

orciolo, biconico
orlo svasato, collo a pareti convesse, spalla prominente, ansa ad anello impostata tra collo e massima espansione; decorazione costituita da motivi a "N" ramificati isolati sia sul collo, sia sulla spalla eseguiti a pettine, meandri sopra e sotto l'ansa eseguiti a falsa cordicella

Scodella ad orlo rientrante; ansa a maniglia a sezione quadrangolare sulla massima espansione affiancata da due bugne laterali;
 decorazione costituita da motivi isolati a N ramificata eseguiti a pettine

Tazza a doppia carena, su piede rialzato, collo distinto a imbuto, ansa sopraelevata bifora con linguetta espansa nella parte sommitale; decorazione costituita da triangoli stanti sopra la massima espansione ottenuti per mezzo di solcature singole; 
tra i vertici dei triangoli sono presenti cerchielli ottenuti a stampiglia.
c.s.
anfora con anse a nastro lievemente rialzate rispetto all'orlo; collo distinto; spalla prominente; decorazione eseguita a pettine costituita da motivi a meandro sulla massima espansione e motivi a zig-zag sopra il punto massimo di espansione

MUSEO DI VILLA GIULIA

askos (IV/III sec. aC)
labbro estroflesso trilobato con orlo obliquo. Corpo a forma di anatra stilizzata a sviluppo diagonale, con collo concavo, ventre panciuto, piede ad echino rovesciato con listello a rilievo sulla faccia superiore, decorato inferiormente da iscrizione e fondo concavo con tre cerchi concentrici incisi. Ansa a nastro decorata da doppia nervatura centrale, impostata sull''orlo e sul punto di massima espansione del corpo. Poggiapollice a forma di linguetta piatta protesa sull''imboccatura; attacco inferiore conformato a foglia d''edera cuoriforme, distinta dal fusto tramite due listelli orizzontali e divisa in due da una linea incisa verticale. Vaso laminato, ripiegato sul labbro e ripassato al tornio. Fondo e anse fusi, saldati al vaso. Decorazione a matrice e al bulino. Iscrizione incisa
teglia (seconda metà IV/prima metà III)
labbro estroflesso con orlo verticale distinto e decorato da una costolatura orizzontale, vasca ampia e bassa a profilo continuo e fondo piano. Ansa orizzontale a maniglia ellittica, di verga a sezione quadrangolare dai lati convessi, decorata sul lato esterno da quattro costolature orizzontali scanalate e interrotta al centro da un elemento sferoidale tra due fascette scanalate, da ognuna delle quali nascono due foglie allungate con lancetta centrale. Piastra di attacco cuoriforme sormontata da cinque rigonfiamenti verticali e decorata da una palmetta capovolta a undici foglie, con attaccatura a fascia orizzontale scanalata e cornice di nervature fitomorfe che si concludono in basso in due volute simmetriche e in un'' escrescenza arrotondata centrale. Vaso in lamina ribattuta e tornita. Ansa fusa a cera persa e saldata per brasatura. Decorazione a matrice rifinita con bulino
oinochoe a becco (fine IV/III sec, aC)
bocca con largo becco obliquo e due piccoli lobi laterali, labbro ingrossato distinto con orlo diritto decorato da linee incise a reticolo; spalla alta e svasata, corpo con profilo a "S", fondo indistinto ad anello con cuppella centrale. Ansa sormontante a bastoncello di sezione poligonale con profilo sinuoso, impostata sul labbro e sul ventre. Largo anello al di sopra dell''imboccatura, con poggiapollice rilevato sul punto di massima altezza. Attacco superiore costituito da una spessa placchetta allungata, attacco inferiore conformato a foglia lanceolata. Vaso laminato e lavorato al tornio, con fondo eseguito a parte, ansa fusa e congiunta superiormente con due chiodi di diverse dimensioni, inferiormente per saldatura
Baltimora, Walters Arts Museum
Questo busto è stato rinvenuto nella casa di Laberio Gallo e i tratti distintivi suggeriscono che potrebbe rappresentare lui o un membro della sua famiglia. Seguendo la moda del tempo, indossa una toga con un bordo spesso ripiegato in una fascia portata sul petto. Bolsena (Volsinii)


Getty Museum NY
Statuetta con dedica a Selvans Tularia.
Questa statuetta votiva in bronzo raffigurante un giovane nudo, forse un atleta, potrebbe aver tenuto un oggetto nella mano sinistra, mentre la destra poggiava sul fianco. È in posizione di contrapposto, con il peso sulla gamba sinistra e la gamba destra avanzata e flessa. I capelli striati sono trattati in modo sommario, pettinati all'indietro dalla fronte e dalla tempia, e verso l'alto sulla nuca, apparentemente arrotolati attorno a una fascia invisibile nella parte posteriore. Sul lato del cofano è incisa un'iscrizione dedicatoria in etrusco: "ECN:TURCE:AVLE:HAVRNAS:TUTHINA:APANA:SELVANS[:]TULARIAS". Traduzione: "Avle Havrnas diede questa [per o nella] tuthina (probabilmente riferita a un distretto rurale o villaggio) del padre a Selvans dei confini". Il nome Havrnas è attestato nella regione di Bolsena.

BRITISH MUSEUM - LONDON

Sant'Angiolo - Barano.
Paio di orecchini in oro: disco con bordo perlato in rilievo e fiore a quattordici petali; dietro il disco è saldato un gancio con sospesa la figura di Nike, composta da due lamine in rilievo.

Anello d'oro; grande cerchio semicircolare (cavo); grande castone ovale contenente un intaglio in sarda: combattimento tra un centauro e un lapita che regge una torcia; a terra c'è un elmo con cresta.

Anello girevole in oro; scarabeo in pasta (che imita l'onice) con disegno inciso:
cane in piedi con la testa rivolta all'indietro sopra la spalla destra.

sant'Angiolo - Barano. Specchio in lamina di bronzo

Specchio in bronzo inciso e inciso con Menrva (Atena) che tiene in braccio il bambino Maris Husrnana, con Turan (Afrodite) e Laran in piedi nelle vicinanze. Le figure centrali sono affiancate da Turms (Hermes) e Amamtunia, che tengono entrambi in braccio i bambini chiamati Maris. La scena potrebbe simboleggiare le tre vite del dio Laran (Marte). L'esergo superiore raffigura la dea dell'alba sul suo carro trainato da quattro cavalli. L'estensione inferiore è a coda di rondine e raffigura Ercle (Eracle) su una zattera. Lo specchio è stato fuso con un codolo. Sull'altro lato dello specchio è incisa Suthina.



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