CANEPINA

CANEPINA



Intorno alla metà dell'XI secolo, la potente famiglia dei Prefetti di Vico, fa costruire nella zona un castello su un'altura, un dirupo allora inaccessibile, per vigilare, specialmente con la sua torre d'oriente, sulla piana del Tevere


Nel 1154 il castello viene acquistato, da papa Adriano IV divenendo così patrimonio di S. Pietro. Il terreno ricco di acque, che scorrevano in ruscelli e si diramavano anche in una moltitudine di rivoli, favoriva la coltivazione della canapa.


 Nel 1544 il castello entró a far parte del nuovo stato (Ducato di Castro), che Paolo III aveva creato sette anni prima.




Castello_Anguillara








Il dipinto è opera di un anonimo artista che dimostra una salda cultura artistica, improntata dal classicismo emiliano di matrice correggesca. La tela può essere datata alla seconda metà del sec. XVI e va forse ricondotta a un pittore gravitante intorno alla famiglia Farnese che domina il borgo di Canepina a partire dal 1544
zoccolo circolare su cui poggiano piedi ornati da volute, bacino liscio su cui poggia corpo circolare ornato da cornici modanate e due fasce, di cui una decorata da motivi fitomorfi e l'altra scanalata; copertura della cupola scanalata
L'opera segue una tipologia diffusa nel territorio viterbese, databile alla prima metà del sec. XVI. Gli sportelli e le figure alla sommità sono frutto di un recente e arbitrario intervento, che ha alterato notevolmente l'aspetto originario del monumento.
stipiti laterali ornati da cornici multiple decorate con festoni fogliacei e da motivi a ovoli, architrave con mensole laterali su cui insiste lunetta decorata con ovoli e fogliette; terminazione a palmetta
L'opera ispira agli ornati del repertorio della decorazione classica e risale agli anni della costruzione dell'edificio, tra il 1513 e il 1514

CHIESA DI S. MICHELE ARCANGELO
incredulità di San Tommaso
L'opera è attribuibile a un pittore formatosi presso l'ambiente del tardo manierismo romano-marchigiano del Lilli, al quale rimanda la scelta del colore, la tipologia dei personaggi e l'impostazione spaziale. E' databile agli inizi del sec. XVII, probabilmente intorno al 1605, data di realizzazione della cappella di cui la tela decora l'altare maggiore
Personaggi: Gesù Cristo; Madonna; Maddalena; san Giovanni Evangelista; san Francesco; san Giuseppe di Arimatea
La pala è opera di un anonimo artista di formazione tardo-manierista, che rivela l'assorbimento della cultura pittorica di matrice nordica, ravvisabile nella tipologia dei personaggi e in particolari stilistici e iconografici (1601)
matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria
Il dipinto è opera di un anonimo pittore, proveniente dall'ambito del manierismo romano ed è databile alla seconda metà del sec. XVI
San Giovanni Battista
La cappella ha mantenuto inalterato l'aspetto della ricostruzione della fine del Cinquecento. Proprietario della cappella e committente della decorazione fu Giuseppe Chialo. Gli affreschi, che illustrano le storie della vita della Madonna connesse all'avvento di Cristo, sono attribuibili ad un anonimo artista formatosi nell'ambito del tardo manierismo romano
S. Giovanni Evangelista  (sec. XVI)
San Giuseppe e la Madonna
San Giuseppe (?)
Sposalizio di Maria Vergine
Annunciazione
soffitto a cassettoni, decorazioni: rosette, girali di acanto ()
vasca con bordo modanato poggiante su due piedi leonini addossata a parete rivestita di conci, terminante in un cornicione modanato; al centro della parete due mascheroni e due stemmi
L'opera è riferibile stilisticamente alla fine del sec. XVI, periodo particolarmente importante per Canepina, dominata, a partire dal 1544 dalla potente famiglia Farnese. Nel 1544, infatti, Paolo III concesse a Pierluigi Farnese il ducato di Castro, a cui appartenevano Ronciglione e Canepina. La fontana, il palazzo comunale datato 1583, e la chiesa di S. Pietro che si affaccia sulla piazza del comune, vennero costruite durante il dominio di Alessandro e Ranuccio Farnese. Da notare, oltre allo stemma del comune di Canepina, anche i gigli scolpiti che alludono ai Farnese
cornice a bugne grandi e piccole disposte alternatamente con chiave di volta ornata da giglio scolpito
L'opera è riferibile alla fine del sec. XVI, periodo a cui risale il dominio Farnese su Canepina, a cui allude il giglio scolpito sulla chiave di volta della cornice


Palazzetto Farnese

Fu fatto costruire da Alessandro Farnese, più noto come papa Paolo III, per il figlio Pierluigi, soltanto come sede di amministrazione dei beni, nel vasto territorio canepinese. Per la funzione alla quale era stato destinato, non compete in ampiezza e bellezza con gli altri edifici più ricchi d’arte sparsi nella vasta area geografica in cui dominarono i Farnese. 




Palazzetto Farnese


Palazzetto Farnese

(anche) Palazzo_comunale

 

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