CASTEL SANT'ELIA

 CASTEL SANT'ELIA

Storia


Panorama

Castel Sant’Elia è in origine un vicus dell’Agro Falisco.
La cittadina diventa proprietà dell'abbazia di San Benedetto di Pentoma, come risulta da un documento dell'872; poi della Chiesa. 

Vista dall'alto

Dopodiché diventa feudo, passa ai Colonna e, nel XIII secolo, a una delle famiglie più importanti del periodo: gli Orsini.

Arco di Brancaleone

Cascata del Picchio

I Farnese sono la famiglia che ha lasciato più segni nel borgo. Il loro stemma, il giglio, è scolpito nella porta urbana del centro storico, costruita nel 1900. Pier Luigi Farnese include “Castello”, come viene spesso chiamato il paese, nel ducato di Castro. I Farnese commissionano il nuovo Castello con le mura nel 1540 e sviluppano il sistema amministrativo. Inoltre a loro è riconosciuta la ristrutturazione della Basilica di Sant’Elia, causata da un crollo.

Rocca dei Borgia

All'inizio dell'XI secolo l'abate Elia costruì la basilica che è stata citata, fra gli altri, da papa Gregorio VII nel 1076, da Alessandro III nel 1176, da papa Innocenzo III nel 1211. Nel 1607 la caduta di un masso dalla rupe danneggiò la parete laterale sinistra: la riparazione fu curata dai Farnese che possedettero la basilica fra il 1540 e il 1649

Basilica di Sant'Elia
Risalente all'VIII-IX sec.
Romanica con elementi di origine lombarda
affreschi risalenti all'XI-XII sec.








CAPITELLI SEC. XI
I capitelli della chiesa abbaziale derivano dagli esemplari di S. Pietro a Tuscania e di S. Maria Nova a Viterbo (modellati a loro volta su esempi paleocristiani) e trovano riscontro in quelli del portico e della cripta della cattedrale di Nepi e in quella di Civita Castellana
Su un doppio ordine di foglie lisce si impostano delle foglie lanceolate terminanti 
in caulicoli angolari e centrali; sull'echino rosetta al centro di ogni lato
Su due giri di foglie nervate e frastagliate si impostano apici con caulicoli angolari e centrali; l'echino presenta al centro di ogni lato una rosetta; l'abaco modanato presenta una decorazione a fogliette
Su un doppio ordine di foglie frastagliate e nervate si impostano i caulicoli angolari e centrali; l'echino presenta rosette al centro di ogni lato
Su un doppio ordine di foglie frastagliate e nervate si impostano dei caulicoli angolari e centrali; l'echino presenta rosette al centro dei lati
Su un doppio ordine di foglie in parte nervate ed in parte lisce si impostano degli apici che terminano con caulicoli angolari e centrali; l'echino presenta una rosetta al centro di ogni lato
Su un doppio ordine di foglie frastagliate e nervate si impostano delle foglie soltanto nervate che terminano con caulicoli angolari; su un lato le foglie sono lisce ed appena girate in alto; l'echino presenta rosette al centro dei lati
Su un doppio ordine di foglie nervate e frastagliate si impostano degli apici con caulicoli doppi; echino con rosetta al centro di ogni lato. L'abaco presenta una cornice a foglie stilizzate
Su un doppio ordine di foglie frastagliate e nervate si impostano delle foglie soltanto nervate che terminano con caulicoli angolari; su un lato le foglie sono lisce ed appena girate in alto; l'echino presenta rosette al centro dei lati
Su un doppio ordine di foglie frastagliate e nervate si impostano delle palmette a foglie frastagliate da cui si dipartono i caulicoli angolari e centrali; l'echino presenta al centro una rosetta
Su un doppio ordine di foglie lisce si impostano caulicoli angolari. Echino con rosetta al centro
capitello corinzio
Su di un doppio ordine di foglie nervate e frastagliate si impostano delle palmette che terminano in caulicoli angolari e centrali; echino con rosette al centro di ogni lato



All’interno della cripta è si trova la tomba di S. Nonnosio. 
La tomba è collegata alla navata destra tramite una scala coperta da una volta a botte.
La seconda parte della cripta, più grande rispetto la precedente, 
ospita la tomba di S. Anastasio e si trova sotto la parte centrale dell’abside.

Ciborio di Sant'Elia




vGli affreschi che decorano la basilica sono tra i più interessanti esempi romanici 
conservati nel Lazio.
Il Cristo redentore, S. Pietro, S. Paolo e altri due santi non identificati 
dominano il catino absidale.
In basso, dodici angeli rappresentanti i dodici apostoli, creano movimento verso il Cristo.
In basso è rappresentato un corteo di vergini con delle corone, 
che dovevano essere offerte alla Madonna, purtroppo andata distrutta.
Il lato destro del transetto raffigura visioni dell’apocalisse e la morte di S. Ambrosio, 
con il suo corteo funebre.












Santuario Maria SS ad rupes

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