CASTIGLIONE IN TEVERINA
CASTIGLIONE IN TEVERINA
Il suo territorio è stato abitato da Villanoviani ed Etruschi. L'abitato è sorto intorno all'Anno Mille attorno a una rocca, dove nel 1351 vi furono trasferiti gli abitanti della distrutta Paterno. Nel Medioevo fu feudo dei Monaldeschi della Cervara e dei Savelli. Ceduto ai Farnese nel 1539, fece parte del ducato di Castro fino al 1637, quando i castiglionesi, stanchi di passare da un padrone all'altro, "si riscattarono" contraendo un censo di 20.000 scudi.
porta civica (sec. XIX)
Porta ad arco a tutto sesto, con estradosso a bugnelisce e piatte,
con testa leonina scolpita sulla sommità
Poggio Sermugnano (VII/V sec. aC)
L'insediamento di Poggio Sermugnano è difendibile naturalmente su tre lati ed è fortificato, nella porzione accessibile dal pianoro, attraverso una sorta di fossato, realizzato probabilmente in epoca medievale. Sulla base dei rivenimenti ceramici, una prima frequentazione dell'area è da collocarsi nel Bronzo Tardo; tuttavia l'area sembra acquisire i tratti stabili di un insediamento a partire dall'epoca protostorica. A seguito delle campagne di scavo, infatti, sono emerse strutture di natura abitativa che mostrano una sostanziale continuità di vita tra l'età del Ferro e l'età arcaica
L'insediamento di Poggio Sermugnano è difendibile naturalmente su tre lati ed è fortificato, nella porzione accessibile dal pianoro, attraverso una sorta di fossato, realizzato probabilmente in epoca medievale. Sulla base dei rivenimenti ceramici, una prima frequentazione dell'area è da collocarsi nel Bronzo Tardo; tuttavia l'area sembra acquisire i tratti stabili di un insediamento a partire dall'epoca protostorica. A seguito delle campagne di scavo, infatti, sono emerse strutture di natura abitativa che mostrano una sostanziale continuità di vita tra l'età del Ferro e l'età arcaica
Ultima cena (1500-1599)
L'impianto manierista della scena, con le due grandi figure in primo piano che fungono da quinte e l'inserimento di tutti gli altri personaggi in secondo piano, consente di collocare il dipinto verso la fine del XVI secolo. La tela ornava originariamente l'altare del Cenacolo o SS. Sacramento,
costruito dalla Compagnia del SS. Sacramento entro il 1630 ed oggi scomparso
tabernacolo a frontale architettonico (seconda metà se. XV)
Tabernacolo quadrato, con timpano triangolare recante tracce di pittura e con grande sportello ligneo
L'opera presenta caratteristiche tipologiche molto diffuse in ambito viterbese durante la seconda metà del XV secolo e potrebbe provenire dall'antica parrocchiale di S. Giovanni Battista, costruita nel 1416 ed oggi distrutta, per ordine del vescovo. In seguito a questa ricostruzione, vennero trasferiti nel 1616 tutti gli arredi sacri ed il fonte battesimale
SS. Filippo e Giacomo
L’edificio sorge sul lato sinistro della piazza centrale di Castiglione in Teverina e rappresenta un magnifico esempio di architettura del XVI secolo.
I lavori per la realizzazione dell’edificio, posizionato nel terreno donato dal duca Ottavio Farnese, iniziarono nel 1583 anno del posizionamento della prima pietra alla presenza del vescovo Sperandio che la dedica all’apostolo Giacomo.
La sua edificazione fu possibile grazie all’appoggio del cardinale Alessandro Farnese che affidò il progetto al noto architetto orvietano Ippolito Scalza,
che parallelamente lavorava per la Fabbrica del Duomo.
La sua edificazione fu possibile grazie all’appoggio del cardinale Alessandro Farnese che affidò il progetto al noto architetto orvietano Ippolito Scalza,
che parallelamente lavorava per la Fabbrica del Duomo.
mostra d'altare (ec, XVIII/XIX)
Altare poggiante su un alto basamento da cui si alzano due colonne scanalate, sorreggenti un timpano spezzato ornato da cornici vegetali e teste di cherubini. Ai lati della sommità dell'altare sono inserite tre tele, tra le due colonne, l'altare ospita un dipinto
Altare poggiante su un alto basamento da cui si alzano due colonne scanalate, sorreggenti un timpano spezzato ornato da cornici vegetali e teste di cherubini. Ai lati della sommità dell'altare sono inserite tre tele, tra le due colonne, l'altare ospita un dipinto
Fonte battesimale a fusto (sec. XV)
Presenta una base a campanula, decorata a bassorilievo da emblemi araldici e figure fantastiche.
La prima notizia certa della rocca risale all’inizio del XIV secolo (1323), quando venne, per la prima volta, menzionata nella Carta del Popolo di Orvieto.
Panorama
Castiglione in Teverina By Night






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