CIVITA CASTELLANA

 CIVITA CASTELLANA

Storia

Secondo la leggenda fu il greco Halaesus o Aleso il fondatore di Falerii Veteres. Figlio di Agamennonere di Micene, e della bella schiava di guerra Briseide, già profondamente amata da Achille ed a lui sottratta con forza da Agamennone, fuggì dopo l'uccisione del padre, approdò sulle coste tirreniche e risalì il Tevere sino a Falerii Veteres.

vedi anche visitlazio


Falerii Novi

La storia di Falerii Veteres oggi Civita Castellana in epoca arcaica coincide con quella dei Falisci, una popolazione di lingua simile al latino, che gravitava culturalmente tra le città arcaiche della Valle del Tevere degli etruschi, i capenati, dei veienti e quella dei latini.

Forte Sangallo - Civita Castellana
 L'influenza etrusco-ellenica sulla civiltà falisca è riscontrabile sulla cultura materiale rinvenuta dai corredi funerari e dalla scrittura della lingua falisca, di origine proto-Latina con influenza etrusca.
Palazzo Baroni
Palazzo in P.za del Duomo, 5-6-7

Torre in v. S. Giacomo, 2
Palazzo Trocchi, C.so B. Buozzi, 35/37

Palazzo Andosilla - p.za Martiri Fosse Ardeatine
Casa in v. delle Piagge, 12-18
Palazzo in via delle Piagge, 23
Casa torre, v. G Matteotti, 22/23
Casa torre in v. G. Matteotti, 24/25

Palazzo in via G. Matteotti, 44-49
Palazzo in via G. Garibaldi, 12-16

Palazzo in via G. Garibaldi, 20/22
Palazzo in via G. Garibaldi 35/37
Palazzo Cantini
Casa torre in via Mons. Minio

Palazzo in p.za del Duomo, 1

Palazzo in p.za delDuomo, 2

Palazzo in v. Don Minzoni, 2

Palazzo in v. Don Minzoni, 19

Casa in v. Don Minzoni, 39-45

MOTIVI DECORATIVI (AMBITO COSMATESCO)






 s. Luca: bue

 S. Giovanni Evangelista: aquila



 attr. Jacopo di Lorenzo

c.s.
Chiesa di S. Maria del Carmine

Corte d'ingresso

Forte Sangallo

Forte Sangallo visto dall'alto










Il Museo archeologico dell'Agro Falisco è situato all'interno del Forte Sangallo.





























antefissa a testa di menade (prima metà IV sec. aC)
Frammento di antefissa con testa di menade entro nimbo di tipo incerto. Il capo è coperto da un tutulus. La fronte è decorata da un diadema a foglie di alloro. è ornata da orecchini pendenti a forma di fuso e da un girocollo a vaghi sferici. I capelli scendono divisi sulla fronte, in morbide ciocche ondulate, raccolti dietro la nuca. Il viso ha tratti molto regolari impressi con matrice non più fresca. Gli occhi sono grandi e con il contorno a rilievo. Le labbra sono chiuse. Ai la ti del collo sembra di intravvedere i lembi di un velo, ma il rilievo qui è impreciso. Toro e nimbo sono completamente perduti. La base è a zoccolo liscio appena sporgente, rifinita irregolarmente. Esemplare unico. Argilla giallo pallido, morbida e friabile con sabbia e inclusi di dim. medie di augite e mica, assente il pietrisco. Ingobbio denso bianco avorio
lastra di rivestimento (prima metà III sec. aC)






















olpe da Civita Castellana (n.d.)
Olpe etrusco-corinzia con decorazione a squame incise sulla spalla, molto cancellata. 
Ceramica color cuoio chiaro. Con ansa. Piccoli dischi sulla sommità dell'ansa.
piatto da Civita Castellana (400-300 aC)
Piatto Genucilia; testa femminile in tondo; figure rosse. Piede largo con bordo rialzato; fusto consistente. Recipiente poco profondo, con leggera articolazione tra esso e l'orlo. L'orlo presenta una leggera sporgenza. Al centro della parte superiore si trova una testa femminile rivolta a sinistra. Motivo a onde con 5 creste sull'orlo. Anche invetriati: bordo del piede; ampia fascia sul lato inferiore del piatto; sporgenza dell'orlo. Intatto. Ingobbio color cuoio.
piatto etrusco-falisco da Civita Castellana (n.d.)
Kylix etrusca a figure rosse; Dioniso e una menade nuda. Entrambe le figure si muovono verso destra, abbracciandosi, con i volti vicini. Dioniso a sinistra, menade a destra. Un lungo drappeggio inizia sotto il braccio destro di Dioniso, si estende sul petto fino alla spalla sinistra, ricade dietro la schiena, dietro la coscia destra fino all'altezza del ginocchio, poi attraversa la menade e infine sale e supera il polso sinistro di Dioniso. A destra un tirso e due piante. Motivo chiave e croce come bordo del tondo. A e B: donna, giovane nudo e giovane. I due esterni sono rivolti verso l'interno. 
La figura centrale è rivolta a sinistra. Ricomposto da molti frammenti; 
parti del bordo e della parete mancanti e restaurate in gesso.
VILLA GIULIA
testa maschile (fine V/inizio VI sec. aC) coroplastica
Realizzata a tutto tondo fino alla base del collo in rilievo pieno. I capelli sono modellati su tutto il capo. I tratti del viso sono molto curati e regolari
antefissa (primo quarto V sec. aC)
Antefissa a figura intera con coppia di menade e sileno danzanti o in movimento verso destra. Appartengono allo stesso tipo altri 9 frammenti pertinenti in totale a sei esemplari. La figura della menade è vista di tre quarti con il viso rivolto frontalmente, abbracciata al sileno, che procede al suo fianco in ampio movimento verso destra e del quale resta visibile solo il lato sinistro del corpo ed il viso rivolto a sinistra. La menade indossa un lungo chitone ed un himathion pendente ai lati del seno, ha i piedi nudi e tiene nella mano destra un uovo. Il satiro ha orecchie e zoccoli ferini, folta barba e testa coronata da foglie di edera; il corpo nudo è coperto da una pelle di leone. Argilla rosa scuro, nucleo grigio, con sabbia ed inclusi di medie dimensioni. Ingobbio della stessa argilla, quasi scomparso
matrice di antefissa (primo quarto V sec.aC)
Matrice di antefissa con maschera silenica. Questo tipo di antefissa è presente nel santuario di Vignale solo sotto forma di matrice. Il sileno è del tipo caratterizzato da capelli a calotta e calvizie, con la testa decoratada una corona di rosette, pampini e grappoli d''uva; la fronte è segnata da profonde rughe, le orecchie sono ferine, gli occhi grandi con bulbi sporgenti, sottolineati a rilievo come le sopracciglia; la barba è una massa rigidamente squadrata ai lati, dalla forma a cuneo, sopra la quale scendono i baffi bifidi e la mouche. Ai lati del collo i capelli ricciuti Argilla rossastra
antefissa a testa di sileno (primo quarto IV sec. aC)
Frammento di antefissa con testa di sileno barbato entro nimbo a conchiglia, di dimensioni ridotte. Il sileno ha il cranio a cupola bassa con la fronte calva coronata da un diadema di fiori e foglie. I capelli e la barbasono resi con lunghe ciocche fluenti, i baffi con un cordone schiacciato a rilievo sulla barba; le orecchie equine sono diritte e si sovrappongono al diadema. Gli occhi sono grandi ravvicinati ed espressivi; il naso è largo, la bocca ha labbra socchiuse. Un toro a cordone con le estremità terminanti a spirale circonda la testa; da questo nasce il nimbo formato da piccoli baccelli concavi, coronati in alto da perle. La protome insiste su una bassa base a zoccolo liscio, decorata da un meandro fra dentelli. Posteriormente in basso è posto il coppo sul dorso del quale nasce il miniaturistico sostegno rampante. Il punto di giunzione laterale tra coppo e antefissa è squadrato.
testa maschile barbata (primo quarto/secondo quarto IV sec. aC)
La testa, parte di una figura maschile, è cava all''interno. Ha il volto ovale, i capelli scendono ai lati del viso i baffi spioventi sulla barba resa con morbide ciocche chioccioliformi. I tratti del volto sono regolari, le labbra sono chiuse. La parte posteriore del lato destro non è lavorata


statua femminile (primo quarto/secondo quarto IV sec. aC)
Busto pertinente a statua femminile. La testa è cinta da un diadema mobile inserito in un apposito alloggiamento. I capelli sono discriminati al centro e raccolti in un piccolo chignon. I tratti del volto sono forti, gli occhi grandi e le labbra chiuse. E'' ornata da grandi orecchini a disco e da una collana di perle. Indossa un peplo raccolto in pieghe sulla spalla destra e decorato da palmette dipinte, un chitone leggermente scollato ed aderente al busto con fitte piccole pieghe. la parte posteriore è rifinita

testa femminile (inizio/metà IV sec. aC)
A tuttotondo in rilievo cavo. La fronte è cinta da un diadema di tipo metallico legato dietro la nuca. I capelli sono divisi al centro, in morbide ciocche che coprono le orecchie e raccolti dietro la nuca.
 I tratti del volto sono molto curati e regolari, gli occhi hanno palpebre spesse, 
le labbra sono morbide e dischiuse
scultura frontonale (fine IV/inizio III sec. aC)
Testa femminile a tuttotondo, volta a destra. La parte destra del volto è sommariamente rifinita. I capelli sono raccolti dietro la nuca con un nodo. Ornata da un diadema tubolare che al centro si allarga a triangolo ed è decorato da perle. Caratteri iconografici non bene definiti, ne permetterebbero l''interpretazione sia come Afrodite che come Artemide. Argilla nocciola

testa maschile (inizio/prima metà sec. III aC)
Busto a tuttutondo, cavo, realizzato fino alle spalle. I capelli sono modellati in ciocche pesanti 
e spioventi sulla fronte. I tratti del volto sono molto realistici tipici del ritratto ellenistico
bambino in fasce (III/II sec. aC)
Realizzato a tuttotondo, in rilievo cavo. La testa è avvolta da un piccolo mantello annodato sotto il mento con i lembi che ricadono sul petto. Il corpo è coperto da larghe fasce che lasciano scoperti i piedi. I tratti del volto sono marcati e grotteschi
Antefissa a testa di sileno con nimbo
Veio, V sec a,C,

da Falerii Veteres - V sec. a.C.



Il duomo fu costruito a partire dal 1185 circa, edificato sopra un precedente edificio sacro, e fu completato con la costruzione del portico nel 1210: vi lavorò la valente famiglia di architetti e marmorari romani dei Cosmati, in particolare Jacopo di Lorenzo e il figlio Cosma.















Fontana dei Draghi

Monte Soratte

Palazzo Comunale

Palazzo Montalto


Il palazzo è stato costruito su preesistenze di epoca falisco-romana di cui si conservano ancora tracce nelle cantine. Il nucleo principale venne edificato in periodo medievale come palazzo di corte, dove veniva amministrata la giustizia.

Palazzo Montalto

Fu trasformato in residenza papale durante il Rinascimento, ospitando pontefici come:
Alessandro VI Borgia, che fu uno dei papi rinascimentali più controversi, 
anche per aver riconosciuto la paternità di vari figli illegittimi, 
fra cui i famosi Cesare e Lucrezia Borgia;


Lucrezia Borgia

- Giulio II della RovereConsiderato uno dei più celebri pontefici del Rinascimento
patrono di Michelangelo e di Raffaello.

Palazzo Montalto

Palazzo Montalto

Palazzo Montalto

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