ORIOLO ROMANO
ORIOLO ROMANO
Testimonianze di presenza e frequentazione del luogo da parte dell'uomo, non ancora organizzati
in insediamenti stanziali si rintracciano già in epoca protostorica risalente al periodo
villanoviano-etrusco e romano: in località "La Mola" sono stati rinvenuti da F. Enei
frammenti ceramici con decorazioni di tipo appenninico databili al Bronzo medio.
delle pestarole e una tomba in località Pascolaro, mentre sono databili al periodo romano una strada che collega la località Campetto alla Mola del Biscione, resti di una cisterna in località Muraccio e una seconda a Monte Rosano, un colombario in via Aldo Moro.
Tra mistero, geometria e Rinascimento
Esiste una leggenda — affascinante quanto suggestiva — secondo cui la pianta urbanistica di Oriolo Romano ricalcherebbe fedelmente la costellazione di Orione.
Secondo alcune ipotesi, sarebbe stato Giorgio Santacroce, proprietario del palazzo baronale,
a immaginare e volere questa corrispondenza astronomica nella struttura del borgo.
C’è anche chi attribuisce il progetto a Jacopo Barozzi, detto il Vignola,
architetto celebre del Manierismo, anche se quest’ipotesi è poco probabile:
il Vignola morì nel 1573, mentre molte strutture furono completate in anni successivi.
Quel che è certo è che l’impianto urbanistico di Oriolo rispetta in pieno i principi fondamentali del Rinascimento e del Manierismo: ordine, simmetria, armonia, prospettiva e una profonda simbologia geometrica.

























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