VILLA SAN GIOVANNI IN TUSCIA
VILLA SAN GIOVANNI IN TUSCIA
Le origini del paese quale comunità organizzata risalgono al XVI secolo quando il pontefice Leone X,
in segno di riconoscenza per i numerosi servigi prestati alla Chiesa, concesse questi territori
al condottiero Renzo da Ceri della famiglia Orsini – Anguillara i cui discendenti fondarono il Borgo di San Giovanni
in onore di un componente della famiglia stessa.
L’antico borgo fu fondato sui resti di una grande villa romana del III secolo d.C.,
e cui rovine custodiscono alcuni mosaici e un tratto della cinta muraria.
All’ombra di ulivi, castagni e cerri si celano le necropoli etrusche del Grottone e del Ponton Graziolo,
con numerose tombe a camera.
che probabilmente lo costruì insieme ad Innocenzo La Monica, nell'anno 1795.
Dell'organo non si hanno altre notizie per scarsità di documenti
ad eccezione di un manoscritto dei primi del XX secolo rintracciato dentro lo strumento,
esteso su due fogli e riguardante la parte fonica, con schemi e numerazione delle canne,
È il mostro marino tra le onde il soggetto che colpisce maggiormente l’attenzione: una leggendaria pistrice marina,
con corpo e coda di serpente. La decorazione floreale, il mostro marino, la cornice a dentelli e altri elementi
sono motivi tipici dei mosaici romani degli inizi del terzo secolo.
Hanno due camere separate e comunicanti con un tramezzo risparmiato nel tufo nel quale si aprono una porta e due finestre. Il tetto riproduce la trave centrale di sostegno e i pannelli di copertura. Sui lati sono disposti i letti funebri.
Le banchine sulle quali era disposto il corredo funerario ricordano il mobilio di casa
via cava di epoca etrusca, la strada che collegava Blera ai campi coltivati
e agli antichi insediamenti un tempo esistenti nell’attuale territorio
Il percorso è reso difficoltoso dai massi caduti e da piccole frane distaccatesi dalle pareti tufacee.
La via cava termina con un masso che sembra ostruire completamente il passaggio.
Il masso può essere superato un po’ acrobaticamente utilizzando delle graffe di ferro murate a mo’ di gradini.




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