VILLA SAN GIOVANNI IN TUSCIA

 VILLA SAN GIOVANNI IN TUSCIA

Storia

Le origini del paese quale comunità organizzata risalgono al XVI secolo quando il pontefice Leone X
in segno di riconoscenza per i numerosi servigi prestati alla Chiesa, concesse questi territori
al condottiero 
Renzo da Ceri della famiglia Orsini – Anguillara i cui discendenti fondarono il Borgo di San Giovanni
in onore di un componente della famiglia stessa.

Municipio

La famiglia Orsini-Anguillara è una diramazione della nobile famiglia romana degli Orsini,
che acquisì la signoria di Anguillara Sabazia, un borgo sul lago di Bracciano,
attraverso il matrimonio tra Lorenzo (o Renzo) da Ceri, esponente del ramo Anguillara, e Lucrezia Orsini.
Questo matrimonio portò all'unione dei due casati e alla creazione del ramo Orsini-Anguillara. 

Municipio

Sorto nel 1300, l’antico centro abitato custodisce testimonianze archeologiche etrusche e romane. 
L’antico borgo fu fondato sui resti di una grande villa romana del III secolo d.C.,
e cui rovine custodiscono alcuni mosaici e un tratto della cinta muraria. 
All’ombra di ulivi, castagni e cerri si celano le 
necropoli etrusche del Grottone e del Ponton Graziolo,
con numerose tombe a camera.

cassa d'organo (sec. XVIII)
Cassa armonica ad uno scomparto; sul frontone è dipinto un pentagramma
Lo strumento, di grande pregio storico, è opera dell'organaro Calogero La Monica di Viterbo,
che probabilmente lo costruì insieme ad Innocenzo La Monica, nell'anno 1795.
Dell'organo non si hanno altre notizie per scarsità di documenti
ad eccezione di un manoscritto dei primi del XX secolo rintracciato dentro lo strumento,
esteso su due fogli e riguardante la parte fonica, con schemi e numerazione delle canne, 
molto dettagliato e firmato


Festa  "Tuscia in Fiore"


Villa romana - mosaico

È il mostro marino tra le onde il soggetto che colpisce maggiormente l’attenzione: una leggendaria pistrice marina,
con corpo e coda di serpente. La decorazione floreale, il mostro marino, la cornice a dentelli e altri elementi
sono motivi tipici dei mosaici romani degli inizi del terzo secolo.

La necropoli etrusca del Grottone Martarello
Le tombe sono tra loro simili e riproducono le architetture delle abitazioni domestiche.
Hanno due camere separate e comunicanti con un tramezzo risparmiato nel tufo nel quale si aprono una porta e due finestre. Il tetto riproduce la trave centrale di sostegno e i pannelli di copertura. Sui lati sono disposti i letti funebri.
Le banchine sulle quali era disposto il corredo funerario ricordano il mobilio di casa

La Via cava etrusca di Ponton Graziolo

via cava di epoca etrusca, la strada che collegava Blera ai campi coltivati
 e agli antichi insediamenti un tempo esistenti nell’attuale territorio  



Il percorso è reso difficoltoso dai massi caduti e da piccole frane distaccatesi dalle pareti tufacee.
La via cava termina con un masso che sembra ostruire completamente il passaggio.
Il masso può essere superato un po’ acrobaticamente utilizzando delle graffe di ferro murate a mo’ di gradini.

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