VITORCHIANO

VITORCHIANO 

Storia

Il nome Vitorchiano viene fatto derivare da Vicus Orclanus, il che rivelerebbe una presunta dipendenza
dal centro di Norchia (o Orcla) presso Vetralla, luogo sacro alla dea etrusca Norzia.

La rupe di Vitorchiano, come è stato accertato da ritrovamenti della fine del secolo scorso,
fu sede di un abitato già nell'età del bronzo; la forte posizione dell'insediamento ripropone anche qui
la vicenda comune a gran parte dei paesi dell'Etruria meridionale, in cui un florido villaggio
del periodo finale dell'età del bronzo (XI secolo a.C.) ne ha preceduto lo sviluppo storico.

Forse occupato in epoca etrusca, castrum romano e poi centro urbano fortificato
nella parte più meridionale della Tuscia Longobardorum, Vitorchiano vanta una storia secolare
influenzata a lungo dalla politica espansionistica della vicina e potente Viterbo.


 L'antico borgo, noto per le attività legate all'estrazione ed alla lavorazione del peperino, è adagiato su un banco,
fratturato in enormi massi, di questa pietra, con pendii ripidi a strapiombo su due fossi
che confluiscono a formare il Rio Acqua Fredda, affluente del Vezza.







Vitorchiano, uno dei borghi medievali meglio conservati della Tuscia,
sospeso su una alta rupe di peperino


Film "Brancaleone alle Crociate" (con V. Gasmann)









I Vitorchianesi fecero atto solenne e formale di sottomissione a Roma. Il Senato Romano a questa notizia
 nominò Vitorchiano "Terra Fedelissima all'Urbe", le riconobbe ampie esenzioni fiscali, le consentì di aggiungere
al proprio stemma la sigla S.P.Q.R., di fregiarsi della Lupa Capitolina e di usare il motto
"
Sum Vitorclanum castrum membrumque romanum", cioè
"Vitorchiano, castello e parte di Roma". 



Palazzo Comunale

porta, serie (sec. XV)
porte con semplice cornice in parte liscia, in parte a sezione semicircolare, con scritta sovrapposta
che inizia dalla prima porta a sinistra e prosegue per le altre due;
 al di sopra breve cornice debordante
rilievo (sec. XV)
stemma ondulato e di forma chiamata a testa di cavallo, con il simbolo del monte della pietà, come è scritto lateralmente
sedile, serie (sec. XV)
quadrangolari, murati al di sotto delle finestre sono decorati a fogliami
pulpito (sec. XV)
di forma semicircolare sorretta da un basamento scanalato e raggiera,
la cattedra 
è decorata da tre grandi stemmi con le imprese di Roma e di Vitorchiano;
 al di sopra una cornice articolata a tre piccole fasce
portale (sec. XVI)
portale con tripla cornice riquadrante e iscrizione
cassone (sec. XVI)
base rettangolare percorsa da una cornice e sulla facciata un riquadro con l'immagine della fabbrica di Vitorchiano
 inscritta in un giro di festoni e fasci di spighe
Conteneva pergamene, bolle e scritture
Madonna Assunta (sec. XVII)
nella nicchia riquadrata con cornice e piccolo aggetto, 
decorata con una testa di cherubino, è posta la scultura
altare (fine XVII/inizio XVIII sec.)
due colonne e due pilastri vicendevolmente accoppiati sostengono un timpano spezzato aggettante
orientato in modo che non risulta su uno stesso piano, ma semiaperto con movimento di stacco dalla parete orizzontale;
al cui centro superiormente è eretto un baldacchino, indicato da putti in stucco, dal quale emerge lo Spirito Santo


Il privilegio più importante fu rappresentato dall'onore di fornire gli uomini per la guardia capitolina.
Essi furono denominati "Fedeli di Vitorchiano". Questo privilegio è stato costantemente esercitato da Vitorchiano
dal 1267 fino ai nostri giorni. Ancora oggi è possibile ammirare la Guardia del Campidoglio nei costumi che,
secondo la tradizione, furono disegnati da 
Michelangelo Buonarroti, nelle manifestazioni ufficiali del comune di Roma come il 21 aprile giorno del Natale di Roma.













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