ROMOLO ROSSI
Casa di Romolo Rossi
dove ho avuto la fortuna di entrare: ricordo che c'era un bellissimo pianoforte, se non sbaglio.
La mia storia con Romolo inizia dal negozio in Piazza Immacolata, ad Ischia di Castro.
Fatti salienti: quando tornavo dal mare a Montalto, abbronzato come un marocchino, diceva lui,
sognava sempre di farmi recitare nelle vesti di un angoletto nero e così fece.
La mia vita con lui era costellata di scherzetti, come quello:
"Scommetti, Luigino, che indovino che cosa hai mangiato oggi?
Pasta e fagioli, forse perché era il piatto dei poveri o perché se lo faceva dire da mia madre.
Piccolo dramma: mia madre mi mandò a comperare un dentifricio ed io andai, invece che da Romolo,
dal sor Evardo, lì accanto e mia madre mi sgridò, perché non era il suo negozio preferito.
Una volta mi fece vedere il suo spartito del Dottor Zivago, dicendomi che lo aveva depositato a Roma ma che glielo avevano fregato.
Il negozio divenne ancor più piacevole quando ci entrò come commessa mia cugina Giuseppina Alessandrini.
Ma il regalo indimenticabile e bellissimo che mi ha fatto Romolo è stato quando, in prima media,
insegnandoci Educazione Musicale, ovviamente, ci disse:
"Do Re Mi Fa Sol La Si Do, Do Si La Sol Fa Mi Re Do:
Chi lo sa ripetere?
Io mi alzai in piedi e lo ripetei.
Ci propose il Metodo di Solfeggio di DALLA BONA e accettammo solo io e OLINDO SALVICCHI.
Io arrivai fino in fondo al Metodo.
Da allora la MUSICA non mi ha più abbandonato, grazie a lui.
Conto di pubblicare il preziosissimo CD curato da Don Giosy Cento.


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