STAATLICHE MUSEEN - BERLINO
I musei statali di Berlino furono fondati nel 1823 dal re prussiano Federico Guglielmo III come musei reali di Berlino.
Lo Staatliche Museen zu Berlin (Musei Statali di Berlino) non si trova in un unico palazzo, ma è un insieme di oltre 15 musei dislocati in varie sedi. Il nucleo principale si concentra sull'Isola dei Musei (Museumsinsel), in edifici storici come il Neues Museum, l'Altes Museum, il Pergamonmuseum, il Bode-Museum e l'Alte Nationalgalerie.
REPERTI
Specchio Prenestino In Bronzo Con Eracle E Uni - Età classica 480-320 aC
caratterizzato da un disco piriforme, targhetta rettangolare con apici sviluppati e lungo codolo. Il retro del disco presenta una scena figurata incorniciata da girali fitomorfi nascenti da una testa umana. La scena mitologica comprende cinque divinità: la dea della vittoria (Meanpe), che custodisce una corona di alloro, Afrodite (Turan), Zeus (Tinia), Athena (Menerva) e Hera (Uni). Quest’ultima, che con la sinistra regge un corno potorio, è rappresentata mentre allatta al seno Eracle seduto.
Candelabro in bronzo - Età classica 480-320 aC
composto di basette, treppiede, fusto, piattello rovesciato, cilindro superiore modanato, ciambella con rebbi fusi insieme e coronamento su basetta. Le zampe leonine sono fissate su tre basette cilindriche e nei punti di raccordo pendono tre palmette a sette foglie. Il fusto, scanalato, termina superiormente con un cilindro modanato e innestato su un piattello rovesciato, inferiormente con due anelli aggettanti (decorati da ovoli e perline); i rebbi della ciambella sono brevi e con terminazioni liliacee. Il coronamento raffigura Hermes nudo con petaso: il braccio destro è piegato sul fianco, mentre il sinistro poggia sul bastone (caduceo?)
Testa di sfinge a tutto tondo in nenfro - Età orientalizzante 720-580 aC
Il volto è caratterizzato da grandi occhi a mandorla dal contorno rilevato, naso dritto, zigomi sporgenti e bocca carnosa; i capelli, cinti da una tenia, cadono sulle spalle divise in spesse trecce.
Oinochoe di bucchero - Età arcaica 580-480 aC
bocca trilobata, collo troncoconico, spalla leggermente arrotondata, corpo ovoide, basso piede ad anello, ansa a nastro impostata sull’orlo con rotelle laterali. Il corpo è decorato a rilievo con leoni
incedenti verso destra alternati a baccellature. Il collo è solcato da quattro linee parallele e decorato,
in prossimità dell’avvio della spalla, da una linea a zig-zag.
Oinochoe a becco allungato in impasto bruno - Età orientalizzante 720-580 aC
alto collo troncoconico distinto dal corpo globulare compresso, ansa a nastro impostata verticalmente dal collo alla spalla, piede a disco.
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caratterizzato da un disco piriforme, targhetta rettangolare con apici sviluppati e lungo codolo. Il retro del disco presenta una scena figurata incorniciata da girali fitomorfi nascenti da una testa umana. La scena mitologica comprende cinque divinità: la dea della vittoria (Meanpe), che custodisce una corona di alloro, Afrodite (Turan), Zeus (Tinia), Athena (Menerva) e Hera (Uni). Quest’ultima, che con la sinistra regge un corno potorio, è rappresentata mentre allatta al seno Eracle seduto.
Specchio etrusco in bronzo con decorazione incisa - Età classica 480-320 aC
Disco circolare con targhetta trapezoidale terminate in un lungo codolo. Sul lato riflettente è presente
una palmetta entro volute arricchite da foglie d’edera, in corrispondenza della targhetta.
Sul rovescio, una scena figurata entro una cornice di tralci di vite comprendente quattro personaggi.
L’asse centrale è sottolineato da un ramo di alloro, retto da Apollo (Apulu) e dal tirso sostenuto, invece,
da un giovane Dioniso nudo (Fufluns) rappresentato mentre, col capo rivolto all’indietro,
abbraccia la madre Semele (Semla), retrostante e riccamente agghindata.
Sul lato sinistro della scena, un satiro nudo su una roccia, intento a suonare un doppio aulos.
Labbro, anse e parte inferiore del corpo verniciati. Su collo, motivi fitomorfi. Sulla spalla, un personaggio maschile nell’atto di colpire un gallo. Sul ventre, una creatura infera, forse un’arpia,
che trattiene due uomini.
Stamnos etrusco a figure rosse del pittore di Akrathe - Età classica 480-320 aC
La spalla è decorata con motivo a linguette. Sul lato A, Atena armata di scudo ed elmo si scaglia contro un Gigante, al quale stacca l’arto superiore sinistro. Sul lato B, una Nike con le ali spiegate si libra nell’aria tenendo in mano una tenia. Un fitto motivo a palmette decora diffusamente le anse.
Kylix etrusca a figure rosse del Gruppo Clusium - Età ellenistica 320-27 aC
All’interno del medaglione, incorniciato da motivo a meandro intervallato da riquadri a scacchiera, una scena di toeletta che vede impegnati tre personaggi femminili: una donna, posta in posizione centrale riccamente agghindata che regge uno specchio, è assistita da una inserviente, mentre un’altra ancella alle sue spalle è impegnata a sostenere un parasole. Ai margini della scena, due ciste aperte contenenti gli strumenti utili alle operazioni della cura del corpo.
Specchio etrusco inciso in bronzo con Eos e Memnone - Età arcaica 580-480 aC
Disco circolare con targhetta trapezoidale terminate in un breve codolo. Sul lato riflettente, è presente una palmetta entro volute arricchite da foglie d’edera, posta in corrispondenza della targhetta. Sul rovescio, una scena figurata entro una cornice realizzata con un tralcio d’edera, composta da due personaggi della mitologia greca: Eos e Memnone. L’incisione rappresenta il passo omerico in cui la dea dell’Aurora (Eos) sostiene rigidamente tra le braccia il corpo esanime del figlio Memnone, ucciso da Achille durante la guerra di Troia, al cospetto di una civetta, allusiva della presenza della dea Athena.
Cippo rettangolare in travertino - Età ellenistica 320-27 aC
riproducente una porta in legno articolata in quattro cassettoni, tra cui i due superiori di dimensioni inferiori rispetto ai due sottostanti, e arricchita da numerose borchie e da due maniglie ad anello mobile che richiamano gli esemplari metallici coevi. Sulla parte superiore, al di sotto di una decorazione a rilievo che alterna una rosetta, una patera ombelicata e una seconda rosetta, è presente la seguente iscrizione in latino: Posilla Poblicia Sex (ti) f (ilia). Il cippo funerario ripropone verosimilmente la “porta degli inferi”
Specchio a teca in bronzo con il giudizio di Paride - Età ellenistica 320-27 aC
Disco circolare inciso con scena mitologica del “giudizio di Paride” incorniciata da una corona di alloro. Il principe troiano, che indossa il cappello frigio e un corto mantello , è immortalato nel momento del giudizio richiesto dalla tre dee Era, Atena e Afrodite, nude e riccamente agghindate. Al disco si associa una seconda valva (Fr. 12 a), decorata con una scena di lustrazione, che doveva costituire il coperchio dello specchio
Kyathos in bucchero esante - Età arcaica 580-480 aC
Labbro svasato decorato con apofisi coniche sulla sommità, vasca a pareti curve, ansa bifora impostata verticalmente tra labbro e vasca e basso piede ad anello. La vasca, delimitata da listelli sovrapposti a rilievo in prossimità del piede, è decorata esternamente da quattro protomi umane alternate a piccoli baccelli; l’ansa presenta una complessa decorazione a rilievo costituita da una protome umana e una sottostante figura femminile tra due pantere (Potnia theròn).
Dracma in argento - Età classica 480-320 aC
recante al dritto una sfinge accovacciata verso destra e al rovescio una giovane testa maschile, contorniata superiormente e inferiormente da serpenti e da legenda ΘΕ-TΙ (thezli/thezle) ai lati, entro contorno perlinato

Oinochoe attica a testa femminile a figure rosse di Charinos - Età arcaica 580-480 aC
Bocca trilobata, collo corto, corpo configurato a testa femminile, fondo costituito dalla base del collo. Il volto ovale è incorniciato da fitti riccioli resi a globetti, raccolti in una cuffia (sakkos) decorata con motivo a palmette e meandro, occhi a mandorla dipinti con un semplice tratto nero che sottolinea anche le pupille e le sopracciglia, naso rettilineo, sorriso arcaico, ansa a nastro impostata verticalmente. Sull’ansa è leggibile la firma del Pittore Charinos in alfabeto greco: Χαρινος εποι[ε]σεν.
Scarabeo in corniola - Età classica 480-320 aC
incastonato su anello di verga avvolta. Base intagliata con cornice a tratti obliqui entro cui è raffigurata una figura maschile nuda e barbata in corsa, di profilo, col torace di prospetto e testa rivolta all’indietro che regge, nella mano destra, uno scudo e, con la sinistra, impugna una spada. Ai piedi vi è un elmo corinzio. Il tipo di incisione mette in risalto la muscolatura dell’eroe. La presenza dell’iscrizione TVTE ai lati della figura suggerisce l’identificazione con Tideo, eroe greco del ciclo tebano, ampiamente rappresentato sulla base degli scarabei etruschi.

Statuetta in bronzo di Ercole - Età arcaica 580-480 aC
di tipo cipriota. Figura stante, infissa su una basetta mutila. Il volto imberbe, con grandi occhi globosi, naso prominente e il tipico sorriso “arcaico”, è incorniciato da capelli corti a calotta. Il corpo è coperto da una leonté aderente annodata solo in vita, che lascia intravedere le nudità. Il braccio sinistro è disteso lungo il fianco, mentre quello destro è alzato nell’atto di brandire una clava.
Specchio a teca in bronzo con scena di lustrazione* - Età ellenistica 320-27 aC
*antico rituale di purificazione, spesso tramite acqua, comune nelle civiltà romana ed etrusca. Reperti artistici, come specchi a teca in bronzo, mostrano figure femminili, a volte sedute o accovacciate, che attingono acqua con una situla per bagnarsi,
rappresentando momenti di sacralità o igiene rituale.
caratterizzato da un disco circolare, in parte lacunoso, con scena figurata di lustrazione realizzata a sbalzo entro una cornice costituita da due cerchi concentrici incisi. Il personaggio femminile, nudo, protetto da un drappo sul retro, è accovacciato di tre quarti nell’atto attingere l’acqua per il bagno con la situla da un bacino posto ai sui piedi. La teca è dotata di una presa a maniglia mobile e una cerniera di congiunzione ad un altro elemento analogo, decorato con una scena incisa con il giudizio di Paride
Thymiaterion in bronzo - Età arcaica 580-480 aC
Base di forma triangolare, sostenuta da tre piedini sinuosi, sormontata da una figura danzante femminile. Quest’ultima, rappresentata con corpo frontale e capo di profilo, indossa un copricapo conico (tutulus) e una veste aderente che lascia scoperti solo gli avambracci sollevati nell’atto di danzare. Dal capo della figura si diparte una modanatura da cui si origina un elemento vegetale a tre petali. Da quest’ultimo si prolunga un fusto alla cui estremità vi è un elemento sferico che culmina nella piccola vasca troncoconica profonda, utilizzata per deporre l’incenso.
Phiale (vaso rituale) a vernice nera di tipo caleno decorata a rilievo - Età ellenistica 320-27 aC
Vasca bassa e convessa, caratterizzata da fondo umbelicato centrale liscio, delimitato da motivo ad ovoli e lancette e da una catena di astragali e perline più esterna. Presenta, compreso tra un motivo ad onde correnti prossimo all’orlo e il suddetto motivo ad astragali e perline, una decorazione a rilievo che si sviluppa circolarmente intorno all’umbone. La scena, riproducente quattro navi e il relativo equipaggio, sembra ispirarsi alle battaglie navali descritte nel poema omerico dell’Odissea.
Disco di forma circolare, breve targhetta rettangolare e codolo. Sul recto, cornice dentellata e, in corrispondenza della targhetta, una palmetta incisa nascente da girali. Sul verso, una scena mitologica, incorniciata da tralci di edera originatisi da una foglia cuoriforme incisa sulla targhetta.
Achille (AXLE), loricato, munito di elmo e schinieri, è nell’atto di sferrare il colpo mortale con la spada contro la regina delle Amazzoni, Pentesilea (PENTA[S]ILA), inginocchiata e ugualmente equipaggiata,
che regge con la destra lo scudo. La scena riproduce il passo omerico in cui Pentesilea,
unitasi ai troiani nella guerra di Troia, viene uccisa dall’eroe greco.
Disco circolare con targhetta trapezoidale terminate in un lungo codolo. Sul lato riflettente è presente
una palmetta entro volute arricchite da foglie d’edera, in corrispondenza della targhetta.
Sul rovescio, una scena figurata entro una cornice di tralci di vite comprendente quattro personaggi.
L’asse centrale è sottolineato da un ramo di alloro, retto da Apollo (Apulu) e dal tirso sostenuto, invece,
da un giovane Dioniso nudo (Fufluns) rappresentato mentre, col capo rivolto all’indietro,
abbraccia la madre Semele (Semla), retrostante e riccamente agghindata.
Sul lato sinistro della scena, un satiro nudo su una roccia, intento a suonare un doppio aulos.
Anfora etrusca a figure nere del Pittore di Berlino - Età classica 480-320 aC
Orlo, parte inferiore del vaso e piede verniciati. Anse decorate con piccoli motivi fitomorfi e fregio a palmette sul collo. Sulla spalla, su entrambi i lati, una corsa con carri trainati da tre cavalli tra motivi a meandro. Sul ventre del vaso, sul lato A, giudizio di Paride, dove quest’ultimo, posto al centro della scena, è accompagnato da Hermes ed è seguito dalle dee Era, Atena ed Afrodite. Sulla lato B, corteo dionisiaco in cui il dio, al centro, conduce una pantera al guinzaglio accompagnato da un gruppo di menadi. La parte inferiore dell’anfora è decorata da un motivo a denti di lupo che si dipartono dal piede.
Hydria etrusca a figure nere - Età arcaica 580-480 aCLabbro, anse e parte inferiore del corpo verniciati. Su collo, motivi fitomorfi. Sulla spalla, un personaggio maschile nell’atto di colpire un gallo. Sul ventre, una creatura infera, forse un’arpia,
che trattiene due uomini.
La spalla è decorata con motivo a linguette. Sul lato A, Atena armata di scudo ed elmo si scaglia contro un Gigante, al quale stacca l’arto superiore sinistro. Sul lato B, una Nike con le ali spiegate si libra nell’aria tenendo in mano una tenia. Un fitto motivo a palmette decora diffusamente le anse.
Kylix etrusca a figure rosse del Gruppo Clusium - Età ellenistica 320-27 aC
All’interno del medaglione, incorniciato da motivo a meandro intervallato da riquadri a scacchiera, una scena di toeletta che vede impegnati tre personaggi femminili: una donna, posta in posizione centrale riccamente agghindata che regge uno specchio, è assistita da una inserviente, mentre un’altra ancella alle sue spalle è impegnata a sostenere un parasole. Ai margini della scena, due ciste aperte contenenti gli strumenti utili alle operazioni della cura del corpo.
Specchio etrusco inciso in bronzo con Eos e Memnone - Età arcaica 580-480 aC
Disco circolare con targhetta trapezoidale terminate in un breve codolo. Sul lato riflettente, è presente una palmetta entro volute arricchite da foglie d’edera, posta in corrispondenza della targhetta. Sul rovescio, una scena figurata entro una cornice realizzata con un tralcio d’edera, composta da due personaggi della mitologia greca: Eos e Memnone. L’incisione rappresenta il passo omerico in cui la dea dell’Aurora (Eos) sostiene rigidamente tra le braccia il corpo esanime del figlio Memnone, ucciso da Achille durante la guerra di Troia, al cospetto di una civetta, allusiva della presenza della dea Athena.
Cippo rettangolare in travertino - Età ellenistica 320-27 aC
riproducente una porta in legno articolata in quattro cassettoni, tra cui i due superiori di dimensioni inferiori rispetto ai due sottostanti, e arricchita da numerose borchie e da due maniglie ad anello mobile che richiamano gli esemplari metallici coevi. Sulla parte superiore, al di sotto di una decorazione a rilievo che alterna una rosetta, una patera ombelicata e una seconda rosetta, è presente la seguente iscrizione in latino: Posilla Poblicia Sex (ti) f (ilia). Il cippo funerario ripropone verosimilmente la “porta degli inferi”
Specchio a teca in bronzo con il giudizio di Paride - Età ellenistica 320-27 aC
Disco circolare inciso con scena mitologica del “giudizio di Paride” incorniciata da una corona di alloro. Il principe troiano, che indossa il cappello frigio e un corto mantello , è immortalato nel momento del giudizio richiesto dalla tre dee Era, Atena e Afrodite, nude e riccamente agghindate. Al disco si associa una seconda valva (Fr. 12 a), decorata con una scena di lustrazione, che doveva costituire il coperchio dello specchio
Kyathos in bucchero esante - Età arcaica 580-480 aC
Labbro svasato decorato con apofisi coniche sulla sommità, vasca a pareti curve, ansa bifora impostata verticalmente tra labbro e vasca e basso piede ad anello. La vasca, delimitata da listelli sovrapposti a rilievo in prossimità del piede, è decorata esternamente da quattro protomi umane alternate a piccoli baccelli; l’ansa presenta una complessa decorazione a rilievo costituita da una protome umana e una sottostante figura femminile tra due pantere (Potnia theròn).
Dracma in argento - Età classica 480-320 aC
recante al dritto una sfinge accovacciata verso destra e al rovescio una giovane testa maschile, contorniata superiormente e inferiormente da serpenti e da legenda ΘΕ-TΙ (thezli/thezle) ai lati, entro contorno perlinato
Oinochoe attica a testa femminile a figure rosse di Charinos - Età arcaica 580-480 aC
Bocca trilobata, collo corto, corpo configurato a testa femminile, fondo costituito dalla base del collo. Il volto ovale è incorniciato da fitti riccioli resi a globetti, raccolti in una cuffia (sakkos) decorata con motivo a palmette e meandro, occhi a mandorla dipinti con un semplice tratto nero che sottolinea anche le pupille e le sopracciglia, naso rettilineo, sorriso arcaico, ansa a nastro impostata verticalmente. Sull’ansa è leggibile la firma del Pittore Charinos in alfabeto greco: Χαρινος εποι[ε]σεν.
Scarabeo in corniola - Età classica 480-320 aC
incastonato su anello di verga avvolta. Base intagliata con cornice a tratti obliqui entro cui è raffigurata una figura maschile nuda e barbata in corsa, di profilo, col torace di prospetto e testa rivolta all’indietro che regge, nella mano destra, uno scudo e, con la sinistra, impugna una spada. Ai piedi vi è un elmo corinzio. Il tipo di incisione mette in risalto la muscolatura dell’eroe. La presenza dell’iscrizione TVTE ai lati della figura suggerisce l’identificazione con Tideo, eroe greco del ciclo tebano, ampiamente rappresentato sulla base degli scarabei etruschi.
Statuetta in bronzo di Ercole - Età arcaica 580-480 aC
di tipo cipriota. Figura stante, infissa su una basetta mutila. Il volto imberbe, con grandi occhi globosi, naso prominente e il tipico sorriso “arcaico”, è incorniciato da capelli corti a calotta. Il corpo è coperto da una leonté aderente annodata solo in vita, che lascia intravedere le nudità. Il braccio sinistro è disteso lungo il fianco, mentre quello destro è alzato nell’atto di brandire una clava.
*antico rituale di purificazione, spesso tramite acqua, comune nelle civiltà romana ed etrusca. Reperti artistici, come specchi a teca in bronzo, mostrano figure femminili, a volte sedute o accovacciate, che attingono acqua con una situla per bagnarsi,
rappresentando momenti di sacralità o igiene rituale.
caratterizzato da un disco circolare, in parte lacunoso, con scena figurata di lustrazione realizzata a sbalzo entro una cornice costituita da due cerchi concentrici incisi. Il personaggio femminile, nudo, protetto da un drappo sul retro, è accovacciato di tre quarti nell’atto attingere l’acqua per il bagno con la situla da un bacino posto ai sui piedi. La teca è dotata di una presa a maniglia mobile e una cerniera di congiunzione ad un altro elemento analogo, decorato con una scena incisa con il giudizio di Paride
Tripode in bronzo - Età arcaica 580-480 aC
Piedi conformati a zampa ferina da cui si dipartono tre verghette costituenti le gambe del sostegno, arricchite, in corrispondenza dei quattro punti di raccordo, da appliques figurate a soggetto umano, animale e teriomorfo che si alternano e insistono su una decorazione fitomorfa sottostante. Su un bocciolo di loto, una Gorgone, nell’atteggiamento consueto della corsa in ginocchio, sembra inseguire due figure umane che indossano un chitonisco a mezze maniche (Perseo e Ermete) anche esse in corsa. Le due scene sembrano descrivere un episodio successivo a quello della decapitazione di Medusa ad opera di Perseo, e, in particolare, l’inseguimento dell’eroe da parte di una delle Gorgoni per vendicare la morte della sorella. Tali scene, in stretto collegamento tra loro, sono intervallate da due gruppi composti da due soggetti animali: una pantera che assalta un capriolo e un toro assalito da una panteraBase di forma triangolare, sostenuta da tre piedini sinuosi, sormontata da una figura danzante femminile. Quest’ultima, rappresentata con corpo frontale e capo di profilo, indossa un copricapo conico (tutulus) e una veste aderente che lascia scoperti solo gli avambracci sollevati nell’atto di danzare. Dal capo della figura si diparte una modanatura da cui si origina un elemento vegetale a tre petali. Da quest’ultimo si prolunga un fusto alla cui estremità vi è un elemento sferico che culmina nella piccola vasca troncoconica profonda, utilizzata per deporre l’incenso.
Phiale (vaso rituale) a vernice nera di tipo caleno decorata a rilievo - Età ellenistica 320-27 aC
Vasca bassa e convessa, caratterizzata da fondo umbelicato centrale liscio, delimitato da motivo ad ovoli e lancette e da una catena di astragali e perline più esterna. Presenta, compreso tra un motivo ad onde correnti prossimo all’orlo e il suddetto motivo ad astragali e perline, una decorazione a rilievo che si sviluppa circolarmente intorno all’umbone. La scena, riproducente quattro navi e il relativo equipaggio, sembra ispirarsi alle battaglie navali descritte nel poema omerico dell’Odissea.
Fibula con arco a sanguisuga in bronzo - Prima età del Ferro 900-720 aC
ad estremità assottigliate e sezione mediana circolare; staffa corta e simmetrica, con breve risvolto, molla piccola, a doppio avvolgimento. Arco decorato con gruppi di linee verticali parallele incise intervallate da file di punti. Probabilmente facente parte di un corredo funerario
ad estremità assottigliate e sezione mediana circolare; staffa corta e simmetrica, con breve risvolto, molla piccola, a doppio avvolgimento. Arco decorato con gruppi di linee verticali parallele incise intervallate da file di punti. Probabilmente facente parte di un corredo funerario
costituita da due lunghe branche, assemblate tramite perno centrale e mascella a due becchi allungati.
Le branche sono decorate a tortiglione nei due terzi inferiori e con terminazione “a ghianda”; ciascuna presenta i resti di un perno attraverso il quale aderiva lateralmente la ruota. Le ruote raggiate, nn. inv. 32869 a-b, erano assemblate in origine all’esemplare come documenta la foto d’archivio (Neg. 874).
L’utensile, caratteristico dell’ambito vulcente, mostra delle caratteristiche decorative e tecniche che lo avvicina ad altri prodotti della bronzistica etrusca tra V e IV sec. a.C., come ad es. i graffioni e gli attizzatoi per l’immanicatura a tortiglione.
Kados etrusco in bronzo - Età ellenistica 320-27 aC
tipo di contenitore antico, spesso realizzato in ceramica ma talvolta anche in bronzo, utilizzato per il trasporto e lo stoccaggio di liquidi (come vino, olio, pece) o alimenti.
tipo di contenitore antico, spesso realizzato in ceramica ma talvolta anche in bronzo, utilizzato per il trasporto e lo stoccaggio di liquidi (come vino, olio, pece) o alimenti.
Cratere a calice etrusco a figure rosse del Gruppo dell'Imbuto - Età ellenistica 320-27 aC
Al di sotto del labbro, decorato da una serie di trattini sovradipinti, corre una catena di foglie d’ulivo. Le due ampie metope figurate sul corpo sono delimitate da catene di foglie di ulivo e puntini. Una grande palmetta capovolta e una coppia di rosette quadripartite decorano lo spazio sopra le anse orizzontali impostate sulla vasca. Sul un lato è raffigurato il demone psicopompo Charun, incedente verso sinistra con martello poggiato sulla spalla destra e ghirlanda nella mano sinistra. Sul lato opposto del vaso una menade (o Vanth) incede verso sinistra recante nella mano destra il tirso e nella sinistra una collana con pendenti. La vasca è decorata con una serie di linguette e con palmette triangolari in corrispondenza delle anse. Il cratere a calice è stato attribuito al Pittore di Cremona isolato nel più ampio Gruppo dell’Imbuto.
Anfora Etrusca a figure nere dell'Ivy Leaf Grou - Età arcaica 580-480 aC
Sul corpo presenta due ampie metope figurate decorate, in alto, da una catena di boccioli di loto e puntini. Su un lato è raffigurato un demone marino (Tritone) recante una ghirlanda d’edera e contornato da delfini; sul lato opposto Apollo e Dioniso siedono uno di fronte all’altro su sgabelli pieghevoli.
La parte bassa del vaso è decorata da una doppia catena di denti di lupo.
Disco di forma circolare, conservato parzialmente. Sul verso, una scena figurata controversa, incorniciata da un tralcio di edera con corimbi in alto, nella parte centrale e un motivo con triangoli campiti a tratteggio alla base. Inizialmente interpretata come lotta tra Ercole ed Anteo, sembrerebbe più probabile che raffiguri Eracle (Hercle) nell’atto di estrarre con forza il giovane Epiur dalla terra,
al cospetto della dea Menerva armata, riconoscibile per i suoi tipici attributi
(civetta appollaiata su un ramo di ulivo, elmo attico, lancia ed egida).Specchio etrusco in bronzo con Turms e Tuntles - Età classica 480-320 aC
Turms è il nome etrusco della divinità corrispondente al greco Ermes e al latino Mercurio.
Tuntles (Tindaro) è un personaggio della mitologia greca. Fu un re di Sparta.
Disco di forma circolare, spezzato in corrispondenza della targhetta e del codolo. Sul recto tracce di palmetta. Sul verso, una scena di conversazione, incorniciata da un tralcio di edera riproducente due personaggi affrontati identificati dalle iscrizioni in alfabeto etrusco: Hermes (Turms) e Tindaro (Tuntles). Il dio, nudo coperto solo da un corto mantello, indossa calzari e cappello alati, reggendo nella mano sinistra il caduceo. Egli si rivolge verso il re di sparta, Tindaro, un personaggio panneggiato seduto recante un bastone nella mano sinistra e l’uovo, da cui nascerà Elena, sollevato nella mano destra.
Specchio etrusco inciso in bronzo con Achille e Pentesilea - Età classica 480-320 aCAl di sotto del labbro, decorato da una serie di trattini sovradipinti, corre una catena di foglie d’ulivo. Le due ampie metope figurate sul corpo sono delimitate da catene di foglie di ulivo e puntini. Una grande palmetta capovolta e una coppia di rosette quadripartite decorano lo spazio sopra le anse orizzontali impostate sulla vasca. Sul un lato è raffigurato il demone psicopompo Charun, incedente verso sinistra con martello poggiato sulla spalla destra e ghirlanda nella mano sinistra. Sul lato opposto del vaso una menade (o Vanth) incede verso sinistra recante nella mano destra il tirso e nella sinistra una collana con pendenti. La vasca è decorata con una serie di linguette e con palmette triangolari in corrispondenza delle anse. Il cratere a calice è stato attribuito al Pittore di Cremona isolato nel più ampio Gruppo dell’Imbuto.
Anfora Etrusca a figure nere dell'Ivy Leaf Grou - Età arcaica 580-480 aC
Sul corpo presenta due ampie metope figurate decorate, in alto, da una catena di boccioli di loto e puntini. Su un lato è raffigurato un demone marino (Tritone) recante una ghirlanda d’edera e contornato da delfini; sul lato opposto Apollo e Dioniso siedono uno di fronte all’altro su sgabelli pieghevoli.
La parte bassa del vaso è decorata da una doppia catena di denti di lupo.
Specchio etrusco con Eracle ed Epiur
Epiur è una figura mitologica etrusca che compare sugli specchi etruschi in bronzo incisi. Viene raffigurato come un bambino con il volto di un giovane uomo.Disco di forma circolare, conservato parzialmente. Sul verso, una scena figurata controversa, incorniciata da un tralcio di edera con corimbi in alto, nella parte centrale e un motivo con triangoli campiti a tratteggio alla base. Inizialmente interpretata come lotta tra Ercole ed Anteo, sembrerebbe più probabile che raffiguri Eracle (Hercle) nell’atto di estrarre con forza il giovane Epiur dalla terra,
al cospetto della dea Menerva armata, riconoscibile per i suoi tipici attributi
(civetta appollaiata su un ramo di ulivo, elmo attico, lancia ed egida).
Turms è il nome etrusco della divinità corrispondente al greco Ermes e al latino Mercurio.
Tuntles (Tindaro) è un personaggio della mitologia greca. Fu un re di Sparta.
Disco di forma circolare, spezzato in corrispondenza della targhetta e del codolo. Sul recto tracce di palmetta. Sul verso, una scena di conversazione, incorniciata da un tralcio di edera riproducente due personaggi affrontati identificati dalle iscrizioni in alfabeto etrusco: Hermes (Turms) e Tindaro (Tuntles). Il dio, nudo coperto solo da un corto mantello, indossa calzari e cappello alati, reggendo nella mano sinistra il caduceo. Egli si rivolge verso il re di sparta, Tindaro, un personaggio panneggiato seduto recante un bastone nella mano sinistra e l’uovo, da cui nascerà Elena, sollevato nella mano destra.
Disco di forma circolare, breve targhetta rettangolare e codolo. Sul recto, cornice dentellata e, in corrispondenza della targhetta, una palmetta incisa nascente da girali. Sul verso, una scena mitologica, incorniciata da tralci di edera originatisi da una foglia cuoriforme incisa sulla targhetta.
Achille (AXLE), loricato, munito di elmo e schinieri, è nell’atto di sferrare il colpo mortale con la spada contro la regina delle Amazzoni, Pentesilea (PENTA[S]ILA), inginocchiata e ugualmente equipaggiata,
che regge con la destra lo scudo. La scena riproduce il passo omerico in cui Pentesilea,
unitasi ai troiani nella guerra di Troia, viene uccisa dall’eroe greco.
Specchio etrusco inciso in bronzo con Apollo ed Artemide - Età classica 480-320 aC
disco di forma circolare, a codolo, dotato di targhetta rettangolare. Sul recto (parte riflettente), un elemento fitomorfo in corrispondenza della targhetta. Sul verso, una scena figurata incorniciata da un tralcio di vite, nascente da un fiore di loto, ritraente le divinità di Apollo e Artemide. Apollo (Aplu), assiso a torso scoperto, con panneggio che copre gli arti inferiori, ascolta Artemide (Artumes), anch’essa seduta e riccamente agghindata, impegnata a suonare una lira. composto di basette, treppiede, fusto, piattello rovesciato, cilindro superiore modanato, ciambella con rebbi fusi insieme e coronamento su basetta. Le zampe leonine sono fissate su tre basette cilindriche e nei punti di raccordo pendono tre palmette a sette foglie. Il fusto, scanalato, termina superiormente con un cilindro modanato e innestato su un piattello rovesciato, inferiormente con due anelli aggettanti (decorati da ovoli e perline); i rebbi della ciambella sono brevi e con terminazioni liliacee. Il coronamento raffigura Hermes nudo con petaso: il braccio destro è piegato sul fianco, mentre il sinistro poggia sul bastone (caduceo?)
Testa di sfinge a tutto tondo in nenfro - Età orientalizzante 720-580 aC
Il volto è caratterizzato da grandi occhi a mandorla dal contorno rilevato, naso dritto, zigomi sporgenti e bocca carnosa; i capelli, cinti da una tenia, cadono sulle spalle divise in spesse trecce.
Oinochoe di bucchero - Età arcaica 580-480 aC
bocca trilobata, collo troncoconico, spalla leggermente arrotondata, corpo ovoide, basso piede ad anello, ansa a nastro impostata sull’orlo con rotelle laterali. Il corpo è decorato a rilievo con leoni
incedenti verso destra alternati a baccellature. Il collo è solcato da quattro linee parallele e decorato,
in prossimità dell’avvio della spalla, da una linea a zig-zag.
Oinochoe a becco allungato in impasto bruno - Età orientalizzante 720-580 aC
alto collo troncoconico distinto dal corpo globulare compresso, ansa a nastro impostata verticalmente dal collo alla spalla, piede a disco.
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